Velettrica,nata nel 2021, dalla passione del velista Roberto Baffigo, presenterà in anteprima mondiale il nuovo Drive- Pod-16 durante il Salone Nautico Internazionale di Genova, in programma dal 1 al 6 ottobre, dopo il grande riscontro ottenuto al METS di Amsterdam con l’innovativo Sail Pod 25 kW, l’azienda ha continuato il proprio percorso di ricerca e sviluppo con l’obiettivo di migliorare l’efficienza energetica e l’esperienza di navigazione. Il risultato è un sistema di propulsione ibrido, capace di aumentare autonomia, sicurezza e manovrabilità, riducendo consumi, costi di gestione e impatto ambientale.

Sviluppato per imbarcazioni dislocanti a vela e a motore tra i 10 e i 14 metri, ma la sua architettura modulare ne consente l’impiego anche su scafi di dimensioni superiori. Può inoltre essere utilizzato come propulsione ausiliaria su yacht esistenti fino a 20 mt, trasformandoli in unità ibride in grado di effettuare manovre portuali e navigazione costiera in modalità completamente elettrica e silenziosa. Uno degli elementi distintivi del sistema è la semplicità di installazione, Drive-Pod può essere montato sia sfruttando gli attacchi di un sail-drive esistente che integrato su nuove progetti. Ogni velista sogna di navigare per il mare lasciando una scia pulita e un’impronta a zero emissioni. Navigare in silenzio, risparmiare energia e rispettare l’ambiente è il desiderio e una tendenza sempre più sentita a livello globale.

Velettrica la tecnologia per navigare
Durante le lunghe traversate interviene il generatore, mentre nelle manovre e nella navigazione costiera l’imbarcazione può operare in modalità full-electric. Grazie alla separazione meccanica dal sistema propulsivo, il generatore produce un impatto minimo sul comfort acustico di bordo e risulta più semplice la manutenzione o sostituzione in caso di avaria, rispetto alle soluzioni tradizionali.

Il cuore della soluzione è costituito dal Pod, un corpo idrodinamico esterno allo scafo che integra motore, elica ed elettronica di controllo, di facile installazione. Questa soluzione permette di ridurre gli ingombri interni, elimina vibrazioni e rumori e aumenta il comfort a bordo, offrendo un nuovo modo di vivere il mare. L’elica brevettata è stata sviluppata specificamente per massimizzare l’efficienza propulsiva alle basse velocità,
migliorando notevolmente la sicurezza e la precisione delle manovre.

Il sistema prevede l’utilizzo di batterie modulari espandibili e di un generatore poco più grande di quelli usualmente istallati a bordo. Gli armatori possono configurare la capacità energetica in base alle proprie esigenze, partendo da un pacco batterie compatto e incrementandolo nel tempo. Le batterie possono inoltre alimentare tutti i servizi di bordo, inclusa l’aria condizionata, consentendo una permanenza in rada confortevole e priva di rumore. Grazie alla separazione meccanica dal sistema propulsivo, il generatore produce un impatto minimo sul comfort acustico di bordo e risulta più semplice la manutenzione o sostituzione in caso di avaria, rispetto alle soluzioni tradizionali.
Con il Drive-Pod-16, Velettrica compie un nuovo passo verso una nautica più sostenibile, silenziosa e intelligente, offrendo una soluzione concreta per accelerare la transizione energetica del settore. Per scoprire tutti i vantaggi di installare un sistema Velettrica a bordo, l’appuntamento è al Salone Nautico di Internazionale di Genova, presso lo stand SR06 in area Sailing World.
Ufficio Stampa & P.R. Silvia Traunero
BRABUS entra ufficialmente nel mondo dello yachting e approda al Monaco Yacht Show 2026 con un modello destinato a far parlare di sé. Si chiama BRABUS AB110 ed è il primo esemplare di una gamma di yacht sviluppata in collaborazione con AB Yachts che comprenderà altri due modelli – BRABUS AB95 e AB150 – rispettivamente di 95 e 150 piedi.
Il progetto nasce da un’idea molto chiara: unire armoniosamente il DNA automobilistico di BRABUS e l’esperienza di AB Yachts nella progettazione di imbarcazioni ad alte prestazioni per offrire all’armatore un’esperienza di navigazione divertente, sicura e confortevole.

BRABUS AB110: il nuovo volto della velocità in mare
Con una lunghezza di 33,70 metri e una larghezza di 6,80, il nuovo BRABUS AB110 porta in acqua la filosofia BRABUS Masterpiece, fatta di materiali ricercati, dettagli riconoscibili, un alto livello di personalizzazione e, ovviamente, grande attenzione alle prestazioni.
Il carattere del BRABUS AB110 si riconosce sin dal primo sguardo. La sovrastruttura è attraversata da elementi in fibra di carbonio, dai profili anteriori ai dettagli lungo le fiancate, fino alle prese d’aria dei motori nella zona poppiera. Sul tetto spicca lo spoiler BRABUS illuminato, mentre le luci a LED integrate nella parte anteriore della sovrastruttura e gli immancabili accenti rossi completano una silhouette destinata a non passare inosservata.
La firma stilistica è un richiamo esplicito al mondo delle supercar, senza però rinunciare alle proporzioni e alle esigenze di un grande yacht. Il risultato è un progetto contemporaneo, costruito attorno alla filosofia “One Second Wow” del marchio.

Il main deck
Il main deck è il primo grande spazio dedicato alla vita all’aperto. A prua troviamo un ampio prendisole e una zona lounge progettati come un grande rifugio en plein air, con vista sull’orizzonte.
A poppa, una seconda zona lounge offre ulteriore spazio dedicato alla convivialità e al relax, ancora più vicino all’acqua. I rivestimenti esterni presentano la caratteristica trapuntatura BRABUS “Triangle”, che crea una continuità visiva tra le diverse aree outdoor e rafforza l’identità stilistica distintiva e immediatamente riconoscibile dello yacht.

Il sun deck diventa flybridge
Salendo al livello superiore si incontra il grande sun deck, che svolge anche la funzione di flybridge. Qui due grandi prendisole sono affiancati da spaziose zone lounge disposte a dritta e a sinistra, mentre due tavoli in fibra di carbonio mettono a disposizione superfici versatili per trascorrere momenti conviviali. Non mancano due ampi vani contenitore integrati che contribuiscono a mantenere il ponte ordinato.
Progettati principalmente per le manovre in porto, i comandi della postazione di guida secondaria controllano il sistema a idrogetto e sono integrati direttamente nel vano contenitore sul lato di dritta. Quando non vengono utilizzati, possono essere completamente retratti.

Interni Masterpiece
Entrando nel main deck si ritrova l’impronta BRABUS Masterpiece, con materiali e finiture che strizzano l’occhio al mondo delle supercar. Il cuore della zona giorno è un ampio ambiente conviviale con due grandi divani, affiancato dalla sala da pranzo.
Il tavolo può ospitare fino a otto persone e diventa il centro della vita sociale a bordo. A completare questo livello c’è un bagno separato.
Anche la timoneria è stata concepita come uno spazio fortemente caratterizzato. I sistemi di navigazione, gestione dell’imbarcazione e infotainment sono riuniti in un ambiente operativo concepito per garantire un controllo intuitivo e immediato. Tra gli elementi distintivi BRABUS figurano un volante realizzato su misura e il sedile del pilota rivestito in pelle Masterpiece, anch’esso impreziosito dalla caratteristica trapuntatura “Triangle” del brand. Il badge BRABUS Masterpiece, collocato in posizione centrale, aggiunge un ulteriore e deciso elemento identificativo.

La zona notte
Sul lower deck il progetto diventa più intimo, privato. La cabina armatoriale dispone di un bagno dedicato e guardaroba, mentre due cabine ospiti con bagno privato sono affiancate da una cabina VIP, anch’essa dotata di bagno.
In totale, il BRABUS AB110 può ospitare fino a 10 ospiti per la notte, offrendo ambienti personalizzati secondo la stessa filosofia Masterpiece degli ambienti principali.
Sullo stesso ponte trovano posto la cucina, una dinette per l’equipaggio e due cabine capaci di ospitare fino a quattro membri dell’equipaggio.

Il garage di poppa
Uno degli elementi più interessanti dell’AB110 è il garage di poppa. Progettato per accogliere un’ampia selezione di attrezzature per gli sport acquatici, lo spazio può ospitare un jet tender e una moto d’acqua a tre posti di dimensioni standard. Ulteriori attrezzature, tra cui tavole da stand-up paddle, equipaggiamento da snorkeling, giubbotti di salvataggio e gonfiabili trainabili, possono essere riposte nei vani secondari e negli spazi situati sotto i portelli. Un sistema integrato di verricello e rulli agevola la movimentazione delle attrezzature più ingombranti e consente all’equipaggio di guidare il tender e la moto d’acqua direttamente verso il mare. Una volta messe in acqua tutte le attrezzature desiderate, l’intera piattaforma di poppa si trasforma in un’ampia beach area con lounge a livello del mare, direttamente a contatto con l’acqua.

BRABUS AB110: fino a 48 nodi di velocità
La propulsione del nuovo BRABUS AB110 è tre motori MTU 16V 2000 M96L, da 2.600 cavalli ciascuno capaci di erogare una potenza complessiva di 7.800 cavalli. La spinta è affidata a un sistema a idrogetti composto da due unità orientabili MJP e un booster centrale.
Questo sistema propulsivo permette all’imbarcazione di raggiungere agevolmente una velocità di punta di 48 nodi, mentre l’andatura di crociera è indicata in 41 nodi con i motori al 90% del carico, con un’autonomia di 370 miglia nautiche. A bordo lavora inoltre uno stabilizzatore giroscopico, attivo sia in navigazione sia a velocità zero, per migliorare il comfort anche quando lo yacht è fermo.

BRABUS AB110 – Scheda tecnica
| Lunghezza fuori tutto | 33,70 m (110,7 ft) |
| Larghezza Massima | 6,80 m (22,4 ft) |
| Immersione a pieno carico | 1,30 (4,3 ft) |
| Motori | 3 × MTU 16V 2000 M96L, 2.600 CV ciascuno |
| Trasmissione | 2 × idrogetti orientabili MJP + 1 × booster centrale MJP |
| Stabilizzazione | stabilizzatore giroscopico, a velocità zero e in navigazione |
| Velocità Massima | 48 nodi |
| Velocità di crociera | 41 nodi |
| Autonomia a 41 nodi | 370 miglia nautiche |
| Ospiti | fino a 10 persone in 4 cabine |
| Equipaggio | fino a 4 persone in 2 cabine |
| Costruzione | composito |
| Sovrastruttura | composito |

Navaltecnosud Boat Stand continua la sua crescita e lo fa ponendo sempre l’attenzione al cliente e alle necessità che in questi tredici anni si sono evolute e hanno consentito all’azienda di diventare un punto di riferimento nella progettazione e produzione di attrezzature certificate per cantieri navali, taccate e invasi per la sosta a terra di imbarcazioni.

Nasce grazie all’iniziativa dell’imprenditore Roberto Spadavecchia per rispondere ad una necessità che emerse alla fine degli anni 2000, sostituire i vecchi metodi tradizionali di taccatura che spesso erano blocchi improvvisati di blocchi di legno o sostegni artigianali con attrezzature moderne e certificate. L’irrigidimento delle normative in ambito della sicurezza sul lavoro ha permesso a Navaltecnosud Boat Stand di affermarsi fin da subito in questo contesto.

Partita come realtà italiana, l’azienda ha espanso la propria distribuzione a livello globale partecipando ai principali saloni nautici internazionali quali il Flibs a Fort Lauderdale, il Mets di Amsterdam, Il Cannes Yachting Festival e non ultimo il Salone Internazionale di Genova. Oggi quasi il 50% della produzione viene spedito verso Europa, Stati Uniti e Paesi del Golfo affermando sempre di più la Navaltecnosud Boat Stand come leader in questo mercato.

Nel corso degli anni la gamma prodotti è aumentata introducendo molte innovazioni come gli snodi sferici a 360° per i cavalletti o invasi modulari capaci di sostenere pesi fino a 100T, (richiesta possono arrivare a 200T) o il TAF che è una soluzione sviluppata per piccole, medie e grandi barche a motore e mega yacht, utilizzabile come invaso laterale per grandi imbarcazioni a motore e per il puntellamento di prua e poppa delle barche a vela. È realizzabile con portate da 30, 50 e 100 tonnellate.

Altro prodotto particolarmente indicato per le barche a motore e per interventi prolungati in carena è il TAR2T, un cavalletto per la chiglia dotato di telescopi e viti di regolazione e disponibile in diverse altezze. Utile per i lavori di antiosmosi, durante i quali può essere necessario riposizionare frequentemente i supporti. È realizzabile nelle configurazioni di portata costante 40/40, 60/60 e 100/100 tonnellate.

Il CV è ideale per il posizionamento sui pattini di poppa di piccole, medie e grandi barche a motore. Il cappello con sfera consente un’oscillazione a 360°, permettendo al supporto di adattarsi alle differenti inclinazioni dello scafo. Nelle versioni di maggiore altezza può essere impiegato anche per il puntellamento di prua e poppa delle barche a vela. È disponibile con portate da 30 e 50 tonnellate.

Navaltecnosud Boat Stand la cabina modulare
Altra soluzione innovativa che Navaltecnosud Boat Stand ha presentato al mercato è senza dubbio la cabina modulare che permette di proteggere le imbarcazioni, realizzata in robusta carpenteria metallica zincata, la struttura è dotata di una copertura in telo tecnico ad alta resistenza che protegge completamente l’imbarcazione dagli agenti atmosferici, garantendo sicurezza, durata e
massima efficienza operativa durante tutte le fasi. In base alle esigenze, la cabina può essere configurata in versione fissa oppure retrattile a pantografo su binari o ruote, grazie all’integrazione di un innovativo sistema di impacchettamento che consente di aprire, chiudere e liberare rapidamente l’area operativa.

Navaltecnosud Boat Stand sarà ovviamente presente al prossimo Salone Nautico Internazionale di Genova, in programma dall’1 al 6 ottobre 2026 presso il Padiglione B Superiore – Stand TL02
First 36 Spirit torna a far sognare il popolo dei velisti, già nel 1992, quando Beneteau diede il nome SPIRIT alla capostipite della fortunata serie, la filosofia less is more divenne un vero e proprio modo di vivere la barca e condividere le esperienze attraverso la semplicità.

È un vero orgoglio riportare l’iconico First Spirit all’interno della gamma BENETEAU con questo nuovo First 36 Spirit! In BENETEAU siamo una comunità di velisti appassionati. E la nostra passione è alimentata dalla capacità di progettare e commercializzare barche a vela che condividano con gli altri il nostro amore per il mare. Questo è ciò che significa First Spirit: gioia, semplicità, nessun artificio. In un mondo e in un’epoca che spesso sembrano complessi, First Spirit offre una navigazione semplice e autentica per condividere la nostra passione e ampliare la nostra comunità. Ha dichiarato Thibaut de Montvalon, Direttore Beneteau Sailing, CSO Sailing Division, Groupe Beneteau

First 36 Spirit, ultraleggero e stabile
Oltre trent’anni dopo il nuovo BENETEAU First 36 Spirit, un cruiser planante, porta la promessa e la gioia della planata per tutti nella fascia dei 36 piedi. Una piattaforma stabile e molto sicura basata sull’ormai collaudato First 36, in navigazione, la sua semplicità e la sua struttura leggera diventano immediatamente evidenti. Con venti leggeri, il First 36 Spirit risponde anche al minimo salto di brezza, quando il vento aumenta, lo scafo ultraleggero in infusione sotto vuoto, con un dislocamento di soli 4.620 kg, inizia a planare con vento moderato, non più spingendo attraverso l’acqua ma scivolando sopra di essa.

Le doppie pale, con anima in Corecell fresata a controllo numerico (CNC), robuste e leggere, offrono sicurezza, controllo e una connessione diretta tra il velista e la barca. Tutti i comandi di navigazione sono stati progettati pensando a un equipaggio ridotto, garantendo un layout ergonomico e attrezzature di coperta di altissima qualità, talvolta maggiorate per offrire un carico di rottura più elevato di quello richiesto sotto massimo sforzo. Progettato ed ideato da un team di velisti di lunga data e da alcuni dei designer più iconici del settore: il famoso architetto navale Samuel Manuard, il designer Lorenzo Argento e il giovane ma esperto team di SITO, tutti riuniti e guidati dal team appassionato di Seascape.
Lavorare al First 36 Spirit è stato particolarmente speciale per me perché si lega da vicino a qualcosa in cui credo personalmente: ovvero che la gioia si nasconde spesso nella semplicità. È nata dalla consapevolezza che l’equilibrio tra il troppo, il troppo poco e il ‘giusto’ è diverso per ogni velista. Abbiamo quindi sottoposto il First 36 standard a un ulteriore ciclo di ‘semplifica e aggiungi leggerezza’, continuando a chiederci cosa potesse essere rimosso, perfezionato o reso più intuitivo. Il risultato è una barca che trovo autenticamente bella nella sua semplicità, e spero che porterà quella che chiamiamo la gioia della planata a una cerchia ancora più ampia di velisti. Ha dichiarato Andraž Mihelin, CEO Seascape, First Range Manager

l layout a tre cabine (nota: nelle specifiche/piante è indicata anche l’opzione 2 cabine), l’ampio salone e il singolo bagno forniscono tutto il necessario per una confortevole vita a bordo, piani di lavoro resistenti, porte magnetiche facilmente rimovibili, innovativi armadietti aperti in ogni cabina dotati di barra appendiabiti e rete di contenimento. Un bagno compatto guadagna spazio grazie a un intelligente lavandino pieghevole che restituisce più abitabilità di quanto ci si aspetterebbe.

ll First 36 Spirit ha un obiettivo semplice: rendere la gioia della planata accessibile al maggior numero di velisti. Nulla di complesso e nulla a bordo che non sia strettamente necessario, con un prezzo di partenza di 200.000 € (IVA esclusa), riportando all’essenziale l’esperienza in barca a vela, il rapporto con il mare e il vento.
SPECIFICHE PROVVISORIE
| Lunghezza fuoritutto (LOA) | 11,98 m | 39’4″ |
| Lunghezza scafo | 11,00 m | 36’1″ |
| Lunghezza al galleggiamento | 10,25 m | 33’8″ |
| Baglio massimo | 3,80 m | 12’6″ |
| Dislocamento leggero (MLC) | 4.620 kg | 10.158 lbs |
| Peso zavorra standard | 1.550 kg | 3.420 lbs |
| Pescaggio chiglia standard | 2,25 m | 7’5″ |
| Peso zavorra ridotta | 1.710 kg | 3.770 lbs |
| Pescaggio chiglia ridotta | 1,95 m | 6’5″ |
| Potenza motore (Saildrive) | 29 CV | 29 HP |
| Capacità carburante | 70 l | 18,5 US gal |
| Capacità acqua dolce | 160 l | 42 US gal |
| Altezza albero (escluse antenne) | 17,80 m | 58’5″ |
| Superficie velica di bolina | 80mq | 861 ft² |
| Superficie velica portante | 183mq | 1.970 ft² |
| Randa (superficie max) | 42mq | 452 ft² |
| Fiocco (superficie max) | 38mq | 409 ft² |
| Gennaker in testa d’albero (superficie max) | 141mq | 1.518 ft² |
| Gennaker frazionato avvolgibile | 72,5mq | 780 ft² |
| Certificazione CE | A6 / B8 / C10 | A6 / B8 / C10 |
Per poterlo ammirare e vederlo dal vivo si dovrà però aspettare il prossimo Boot Düsseldorf nel gennaio 2027

Beneteau lancia il nuovo FLYER 30 che inaugura una nuova generazione della sua celebre linea di dayboat, un modello che non è solo un’evoluzione, ma una vera e propria ridefinizione del modo di navigare e vivere le giornate in mare. Con un design elegante e soluzioni intelligenti, unisce prestazioni costiere di altissimo livello e consolida la leadership di una gamma apprezzata a livello globale per versatilità, stile e facilità d’uso.

Vivere il mare con il FLYER 30
Il Flyer 30 rompe gli schemi del diporto tradizionale grazie a un design accogliente e sicuro, un tetto sorretto da un unico supporto centrale e volumi accuratamente proporzionati creano un forte legame tra lo spazio a bordo e l’esterno.
Il cuore pulsante del FLYER 30 risiede nella sua carena a doppio gradino brevettata SVVT (Stepped Vee Ventilated Tunnel) (*), studiata per garantire un’ elevata portanza ed efficienza idrodinamica, una stabilità eccezionale e un bilanciamento perfetto dei pesi per una navigazione sempre fluida e controllata.
Spinto da una doppia motorizzazione fuoribordo e supportato da un generoso serbatoio carburante da 795 litri, il FLYER 30 offre potenza, reattività e l’autonomia ideale per crociere a medio-lungo raggio. Il senso di totale padronanza in mare è accentuato dall’altezza del bordo libero e da un imponente parabrezza a tutta altezza, progettato per riparare l’equipaggio durante le andature più sostenute.

Layout e comfort del FLYER 30
BENETEAU reinventa la percezione degli spazi su una barca di 30 piedi puntando su un ponte asimmetrico e su un unico livello, eliminando gli ostacoli e connettendo visivamente tutte le aree living. Un salottino di prua avvolgente per godersi la navigazione o i momenti di sosta, un pozzetto modulabile di poppa che grazie alle sedute flessibili si trasforma in comodo prendisole quando necessario e un mobile bar centrale, vero punto nodale della vita sociale a bordo. La postazione di guida a 3 posti per condividere l’esperienza della conduzione in totale comfort. Al lato di consolle si accede a un comodo spazio sottocoperta dotato di servizi igienici, ideale per prolungare la permanenza in mare.

Beneteau, eleganza contemporanea e dettagli sartoriali
Esteticamente il FLYER 30 traccia le nuove linee della gamma dove l’armonia visiva si riflette anche nella selezione dei materiali grazie a tonalità cromatiche delicate e texture di pregio, con un basso contrasto e tappezzerie di altissima fattura pensate per resistere nel tempo e alle sfide dell’ambiente marino.

Il debutto sui mercati internazionali
Il nuovo FLYER 30 si appresta a conquistare i principali palcoscenici nautici mondiali, sarà possibile ammirarlo dal vivo durante i seguenti saloni nautici:
Newport Charter & Yacht Show: 17 – 20 Settembre 2026
Fort Lauderdale International Boat Show: 28 Ottobre – 1 Novembre 2026
BOOT Düsseldorf: 23 – 31 Gennaio 2027
Scheda tecnica Beneteau FLYER 30
| Lunghezza fuoritutto | 9,35 m |
| Lunghezza scafo | 8,82 m |
| Larghezza massima | 2,99 m |
| Pescaggio | 0,98 m |
| Dislocamento a vuoto | 4.150 kg (con motori) |
| Capacità serbatoio carburante | 795 litri |
| Capacità serbatoio acqua | 115 litri |
| Motorizzazione massima | 2 × 300 CV |
| Omologazione CE | B8 / C11 |
| Architettura navale | BENETEAU Powerboat / Michael Peters Yacht Design |
(*) Il SVVT (acronimo di Stepped Vee Ventilated Tunnel) è un brevetto di carena ad alte prestazioni sviluppato dal celebre studio di architettura navale americano Michael Peters Yacht Design. L’SVVT combina due elementi chiave per ottimizzare la navigazione:
Carena a V con step (Stepped Vee): due gradini sotto lo scafo aspirano aria in velocità, creando un cuscinetto che riduce l’attrito con l’acqua, migliorando consumi e velocità.
Tunnel centrale ventilato (Ventilated Tunnel): un canale aerato a poppa incanala i flussi d’aria e acqua, garantendo stabilità direzionale ed eliminando le sbandate improvvise nelle virate strette.

Benefici:
- Planata immediata: la barca resta orizzontale, mantenendo sempre la visibilità al timone.
- Navigazione più morbida: il cuscinetto d’aria ammortizza l’impatto sulle onde per un comfort superiore.
- Più velocità, meno consumi: l’attrito ridotto ottimizza le prestazioni e l’efficienza.
- Massima stabilità in virata: azzera il rischio di perdita di aderenza della poppa
Sea Loft 480,sviluppata all’interno del gruppo Beneteau, è stata pensata per gli armatori che desiderano vivere il mare senza vincoli, in uno spirito di libertà e condivisione, un nuovo modo di navigare, più inclusivo, più sereno e profondamente umano. Una villa galleggiante che offre un’esperienza diversa, fatta di relax e di funzionalità semplicità nella gestione.

Sea Loft 480 è progettato per momenti di vera convivialità, cucinare insieme, condividere un aperitivo comodamente seduti su un divano, tuffarsi in mare dalle terrazze apribili e godere di panorami a 360° sul mare, spazio e luce e relax sono gli aggettivi più indicati per descrivere questa imbarcazione. Una suite galleggiante che può essere utilizzata come estensione sull’acqua degli hotel e resort premium o come villa sul mare.

La continuità degli spazi facilita la vita a bordo, l’assenza di gradini in tutta l’area living, unita alle terrazze abbattibili da entrambi i lati, crea una superficie davvero unica, la cucina a isola posta sul lato di dritta consente a chi cucina di rimanere in contatto con gli ospiti, una vera e propria isola sociale panoramica posta al centro del ponte principale. Le grandi vetrate scorrevoli perimetrali si aprono completamente, trasformando l’ambiente interno in un loft sull’acqua.

Sea Loft 480, il ritmo rallenta
Appena si sale a bordo il ritmo rallenta, si è connessi al benessere e disconnessi da tutto ciò che non è necessario al nostro relax, un’immersione nella natura nel silenzio, ed è proprio da questo concetto che durante il salone di Cannes il Sea Loft 480 è stato oggetto di giornate all’insegna del wellness a bordo. Grazie alla sinergia tra LOREAMARE e l’Hotel Majestic, è stato possibile valorizzare appieno la straordinaria versatilità di questa imbarcazione: un’eccellente location che ha ospitato cocktail raffinati, aperitivi al tramonto e persino ed esclusivi momenti di benessere con sessioni di massaggio a bordo.

LOREAMARE on board
LOREAMARE è una società di consulenza e sviluppo specializzata in soluzioni marittime e nautiche per hotel, resort e strutture ricettive di lusso. Il suo obiettivo è trasformare il mare in un’estensione dell’offerta di hospitality dell’hotel, progettando e integrando esperienze galleggianti su misura per gli ospiti.
LOREAMARE dimostra che una barca o un’imbarcazione innovativa (come il Sea Loft) non è semplicemente un mezzo di trasporto, ma un vero e proprio spazio di accoglienza e benessere galleggiante capace di diversificare e arricchire l’offerta di un hotel a 5 stelle o resort.

Tre première mondiali, nove nuovi modelli previsti nei prossimi due anni e investimenti che continuano su infrastrutture, persone e prodotto. Ma dietro i numeri della conferenza di Cantiere del Pardo a Cannes emerge soprattutto un metodo: osservare un mercato sempre meno uniforme, ascoltare gli armatori e continuare a sviluppare senza aspettare che tutte le variabili tornino prevedibili.

A Cannes Cantiere del Pardo ha presentato tre première mondiali. Ma per capire davvero la prospettiva della società bisogna andare oltre il prodotto e guardare il contesto nel quale viene sviluppato.
“Il mercato non è scomparso. È scomparso quello facile”.
A sottolinearlo è Rok Babarovic, Business Development Manager di Cantiere del Pardo, partendo da un messaggio condiviso pochi giorni prima con la rete dei dealer. Non è una dichiarazione pessimistica, anzi, l’intervento porta verso una lettura imprenditoriale di una fase nella quale le variabili sono aumentate e non si muovono tutte nella stessa direzione.
I clienti arrivati alla nautica negli anni immediatamente successivi al Covid non hanno le stesse esigenze di quelli di oggi. Europa e Stati Uniti reagiscono in modo differente. Le tensioni geopolitiche incidono sulla fiducia e soprattutto si sono allungati i tempi necessari per trasformare l’interesse in una decisione d’acquisto.
Più che stabilire se il mercato sia ‘forte’ o ‘debole’, la questione si sposta in un’altra dimensione: riuscire a leggere segnali sempre più frammentati e adattare le decisioni senza smettere di muoversi.

Mercato: analisi e prospettive
Uno dei dati più significativi riguarda i tempi della vendita di Cantiere del Pardo. Nel segmento dei 43 o 50 piedi, spiega Babarovic, un processo decisionale che prima poteva richiedere due o tre mesi arriva oggi anche a sei-nove mesi.
“Serve quindi non soltanto un buon venditore, ma un venditore paziente, capace di portare a casa i risultati”.
Il passaggio è interessante perché sposta l’attenzione dal semplice volume della domanda alla relazione con l’armatore. Il mercato continua a esserci, ma la decisione richiede più tempo, accompagnamento e capacità di comprendere esigenze non più omogenee.
Nello stesso intervento Babarovic indica una crescita dei ricavi nell’ordine del 13-14% rispetto al 2025, accompagnata però da maggiore cautela sulla marginalità. Anche lo stock diventa una variabile da tenere sotto controllo. Il cantiere rivendica una gestione dealer per dealer e una quantità molto contenuta di barche nuove ancora disponibili presso la rete, con la grande maggioranza delle unità già destinate al cliente finale.
Tre elementi, ricavi, margini e stock, che raccontano tre aspetti diversi dello stesso momento storico.

Europa, Stati Uniti e brokerage: non esiste un solo mercato
La frammentazione è anche geografica. Nella fotografia proposta da Babarovic, l’Europa sta reagendo meglio degli Stati Uniti, ancora esposti a un livello maggiore di incertezza e in questo quadro si aggiungono anche le tensioni in Medio Oriente: “L’incertezza sta creando esitazione”
L’incertezza, quindi, non cancella necessariamente la domanda, ma può rimandare la decisione. Allo stesso tempo, allargando lo sguardo, arriva un segnale in direzione opposta dal brokerage, che il cantiere vede tornare più dinamico e considera un possibile indicatore anticipatore anche per le vendite del nuovo.

Cantiere del Pardo e gli investimenti industriali: muoversi prima che il quadro torni semplic
Quando viene chiesto se la presenza di due barche a vela tra le tre première possa indicare una diversa salute dei segmenti, Marcello Veronesi, CEO di Cantiere del Pardo, non costruisce una contrapposizione tra vela e motore e riporta il discorso sul piano industriale:“Le condizioni sono cambiate, ma non ci siamo fermati. Stiamo investendo in infrastrutture, manodopera e in nuovi modelli”.
Veronesi ha ricordato il nuovo progetto industriale, con la prima fase prevista entro la fine dell’anno e un ampliamento che, a completamento nel 2027, porterà oltre 35.000 metri quadrati aggiuntivi di superficie produttiva. A questo si affiancherà il centro di Marina di Ravenna, pensato non soltanto per le attività operative ma anche come luogo di relazione con clienti e armatori, consegne, prove e presentazione della gamma.

Il punto interessante non è soltanto la dimensione dell’investimento, ma il fatto che venga portato avanti proprio mentre il mercato richiede maggiore vigilanza. In questa prospettiva, aumentare capacità industriale e continuare a sviluppare prodotto non equivale a ignorare l’incertezza: significa dotarsi degli strumenti con cui provare a rispondere più rapidamente a un mercato che può cambiare direzione.

Cantiere del Pardo GT65: quando ascoltare gli armatori porta a togliere opzioni
Il Pardo GT65 è forse il caso più interessante per capire come questa capacità di analisi definisca lo sviluppo del prodotto. Il modello si situa tra il GT52 e il GT75, ma la scelta progettuale più significativa emersa durante la conferenza riguarda il layout.
Il GT52 disponeva di tre configurazioni, mentre sul GT75 le possibilità erano quattro. L’esperienza accumulata con gli armatori ha però portato il team a interrogarsi sull’effettiva utilità di moltiplicare le alternative.
Sul GT65 la scelta è stata opposta: un solo layout, studiato cercando di mettere insieme le soluzioni che avevano funzionato meglio sui modelli precedenti. È un cambiamento interessante perché rompe un automatismo abbastanza diffuso: più possibilità non significano necessariamente un prodotto migliore o più vicino al cliente.
La configurazione unica arriva dopo aver analizzato diverse combinazioni di cabine, bagni e distribuzione degli ambienti. In altre parole, il lavoro di personalizzazione viene spostato in parte a monte, nel processo di progettazione, invece di tradursi necessariamente in una moltiplicazione delle planimetrie.

E alla domanda se questa scelta possa arrivare anche sugli altri modelli della gamma, Babarovic non trasforma il GT65 in una nuova regola universale. La risposta resta aperta: il feedback degli armatori potrà indicare se il metodo sia replicabile, ma volumi e dimensioni del 65 potrebbero aver creato condizioni particolarmente favorevoli. Ogni modello dovrà essere studiato separatamente.
È quasi una sintesi in piccolo della filosofia emersa dall’intera conferenza: osservare, verificare, eventualmente estendere. Non applicare una soluzione soltanto perché ha funzionato altrove.
Il GT65 e un layout costruito intorno all’uso
Nel raccontare il progetto, Massimo Gino, CEO di Nauta, porta il discorso dall’organizzazione della gamma all’esperienza a bordo.
Il cockpit è orientato verso il mare e l’apertura tra interno ed esterno permette ai due ambienti di lavorare quasi come uno spazio continuo. Le aree dining e coffee possono cambiare funzione e condividere lo stesso sistema TV.
Particolare è anche la posizione della galley, né completamente ‘up’ né realmente ‘down’: una soluzione intermedia pensata perché chi prepara possa restare in relazione con gli ospiti senza trasformare necessariamente la cucina nel centro visivo dell’ambiente.
Forse è il dettaglio progettuale che racconta meglio il lavoro sull’impostazione del modello.
L’obiettivo è costruire una sequenza di spazi coerente con il modo in cui la barca viene realmente utilizzata: facilità di circolazione, connessione tra gli ambienti, attenzione ai passaggi e possibilità di stare insieme senza sovrapporre ogni funzione.

Grand Soleil Plus 80: la personalizzazione
Se il GT65 sceglie di ridurre il numero delle configurazioni, il Grand Soleil Plus 80 racconta quasi il percorso opposto. La Linea Plus lavora infatti su dimensioni e complessità nelle quali il coinvolgimento dell’armatore diventa inevitabilmente maggiore.
Franco Corazza, Product Manager Grand Soleil Plus, ha ricordato come dal 2023 siano state consegnate 15 imbarcazioni in otto Paesi.
Il primo Plus 80 porta questa logica ancora più avanti. Durante circa due anni di sviluppo il progetto ha accumulato 143 change order, un numero che racconta quanto il rapporto con l’armatore possa incidere sulla definizione finale di una barca di queste dimensioni.
Sul primo esemplare la sperimentazione riguarda anche la propulsione elettrica, con un motore da 105 kW e batterie da 90 kWh. Il secondo seguirà invece una strada differente, mantenendo una propulsione tradizionale, aumentando però gli elementi di elettrificazione a bordo.

Grand Soleil 60 Long Cruise: progettato per le lunghe navigazioni
Il Grand Soleil 60 Long Cruise aggiunge un’ulteriore prospettiva: la sua genesi, raccontata durante la conferenza da Francesco Spirito, International Sales Manager Grand Soleil, parte esplicitamente dal concetto di bluewater yacht.
E prima di definire il prodotto, il cantiere si è confrontato con i proprietari che utilizzano realmente la barca per lunghi periodi.
La prima richiesta emersa è stata la possibilità di gestirla con un equipaggio ridotto. Da qui la scelta di concentrare nel cockpit i sistemi di controllo e quelli dedicati alle manovre necessarie alla conduzione. Tuttavia, il ragionamento si è spostato immediatamente anche sulla permanenza a bordo: se devo partire per sei mesi o un anno, di cosa ho davvero bisogno?

La risposta porta verso grandi volumi di stivaggio, spazi ricavati anche sotto il pagliolato e impianti dimensionati per una maggiore autonomia. Nella presentazione vengono citati anche serbatoi nell’ordine dei 1.000 litri, insieme a una dotazione impiantistica pensata fin dall’origine per la lunga percorrenza.
Nauta ha lavorato su un’impostazione che deve tenere insieme due esigenze: la navigazione oceanica e un utilizzo nel breve raggio. Doppio timone, un piano velico pensato per bilanciare prestazioni e facilità di gestione, uniti alla possibilità di differenti pescaggi rientrano in questo equilibrio.

Tre première, tre modi diversi di ascoltare lo stesso mercato
Visti insieme, i tre modelli raccontano allora qualcosa in più rispetto ad una semplice estensione delle gamme. Se il cliente impiega più tempo a decidere e diventa più selettivo, comprendere meglio l’armatore diventa anche uno degli strumenti con cui mantenere competitivo il prodotto.
Il Pardo GT65 utilizza il feedback accumulato sui modelli precedenti per arrivare ad una configurazione unica. Il Grand Soleil Plus 80 porta invece la relazione con l’armatore verso un livello elevatissimo di personalizzazione. Il Grand Soleil 60 Long Cruise parte direttamente dalle esigenze di chi naviga a lungo e in equipaggio ridotto.
Tre risposte quasi opposte, ma costruite con lo stesso obiettivo.

Innovare non significa soltanto presentare una barca nuova
Babarovic lo sintetizza esplicitamente:
“La chiave è innovare e portare avanti nuovi modelli”
Ma ascoltando l’intera conferenza, ‘innovare’ sembra assumere un significato più ampio della semplice successione dei lanci.
Può significare scegliere un solo layout dopo averne sperimentati molti. Oppure accettare 143 modifiche su un progetto molto più personalizzato. Può voler dire progettare una barca partendo da chi intende viverci per un anno o investire in spazi industriali e relazioni con i clienti mentre il mercato resta difficile da prevedere.
Sono decisioni differenti che rispondono però alla stessa necessità: restare in movimento senza perdere la capacità di osservare.
La strategia di Cantiere del Pardo: leggere il campo mentre si continua a navigare
Cantiere del Pardo non cerca una formula semplice per descrivere il mercato attuale, anzi ne sottolinea le differenze per rendere più chiara la direzione. Tenendo conto di questa prospettiva, il rinnovo della partnership con Luna Rossa per la prossima Coppa America introduce quasi naturalmente un altro contesto nel quale la capacità di leggere ciò che accade conta quanto la velocità con cui ci si muove.
In Coppa America, del resto, continuare a correre non significa ignorare il vento che cambia. Significa esattamente il contrario: restare veloci abbastanza da muoversi, ma vigili abbastanza da capire dove andare.
Venezia come ispirazione: quando il design va oltre il colore
Il Capoforte SX200 San Marco è stato concepito per celebrare Il raggiungimento del centesimo esemplare prodotto; Rosario Alcaro, CEO del Gruppo Aschenez (realtà che racchiude anche Invictus Yacht e Marcopolo), ha voluto la realizzazione di un’edizione speciale destinata a lasciare il segno: nasce così il Capoforte SX200 San Marco, un raffinato tributo all’eleganza, alla storia e alle atmosfere di Venezia.

Non si tratta di una semplice operazione di restyling cromatico, bensì di un’evoluzione concettuale firmata dal designer Roberto Delfanti, come sottolinea Valentina Procopio, Operational Marketing Manager del Gruppo Aschenez:
Il Capoforte SX200 è stato rivisitato dal designer Roberto Delfanti nell’allestimento San Marco con un obiettivo preciso: creare un’edizione esclusiva che andasse oltre una semplice variante cromatica della gamma Capoforte e raccontasse la capacità del brand di esprimere creatività e design anche nelle piccole dimensioni.
L’ispirazione è Venezia. Non solo una città, ma un simbolo universale dove l’acqua diventa architettura ed eleganza e ogni dettaglio riflette secoli di ricerca estetica e maestria artigianale. Da questa filosofia nasce una barca che trae ispirazione dallo spirito di San Marco e dal patrimonio visivo di Venezia, dando vita a una versione esclusiva capace di esprimere il carattere della città attraverso un linguaggio contemporaneo fatto di design, materiali e dettagli attentamente studiati.
Il progetto vuole dimostrare come il linguaggio dello yachting d’alto livello si possa esprimere al massimo delle sue potenzialità anche su dimensioni compatte.
La filosofia del Capoforte SX 200 San Marco traduce secoli di ricerca estetica e maestria artigianale in dettagli contemporanei; aver scelto Venezia e San Marco non è soltanto una fonte di ispirazione geografica, ma un simbolo universale dove l’acqua si fonde con l’architettura.
Capoforte SX200 San Marco: i dettagli stilistici
Ogni elemento estetico dell’allestimento San Marco risponde a una rigorosa coerenza visiva e concettuale:

La vera firma distintiva del progetto è il colore dello scafo: Rosso Rubino, che conferisce all’imbarcazione un forte carattere e un’immediata riconoscibilità in acqua. La carena nera funge da solida base visiva per l’intero profilo. Questo contrasto dona slancio all’imbarcazione, ne alleggerisce la silhouette e garantisce un’estetica essenziale e moderna. Le parti metalliche adottano una finitura bronzo che richiama le lavorazioni tradizionali dei metalli veneziani, superando il consueto uso dell’acciaio lucido. Catturando la luce in modo discreto, il bronzo si sposa armoniosamente con la carena rossa e gli elementi scuri degli interni.
La cuscineria è stata concepita come un vero elemento di interior design. Gli schienali in skai® assicurano una pulizia facile e agevole, mentre le sedute impiegano tessuti di alta gamma per offrire il massimo comfort ed eleganza. Il contrasto tra superfici lisce e texture tessili crea un’armonia sofisticata, che strizza l’occhio al design d’interni contemporaneo e alla nautica su misura. La consolle di guida reinterpreta la pietra naturale grazie all’uso dell’Hi-Macs® (*) a effetto marmo nero. Una superficie tecnologica ad alta resistenza, igienica e durevole, capace di evocare i marmi storici delle architetture veneziane
Ogni colore, ogni finitura e ogni texture contribuiscono a costruire un’identità coerente e riconoscibile, sottolinea Valentina Procopio.
Versatilità e prestazioni da vero open sportivo del Capoforte SX200 San Marco
Sotto una veste estetica così ricercata battito l’animo dinamico del Capoforte SX200. Con i suoi 6,10 metri di lunghezza, il modello conferma le doti di abitabilità e praticità che ne hanno determinato la popolarità:

Le aree di prua e di poppa sono totalmente modulabili: possono trasformarsi in due prendisole indipendenti o in accoglienti ambienti living, con la possibilità di unire le superfici in un unico grande ponte aperto. La timoneria decentrata garantisce un passaggio fluido e sicuro lungo tutto lo scafo in un layout razionale, ottimizzando la murata per l’alloggiamento del mobile grill e di capienti vani di stivaggio.
Le performance nautiche sono garantite da varie motorizzazioni: equipaggiabile con fuoribordo fino a 150 CV, il Capoforte SX200 San Marco supera agevolmente la soglia dei 30 nodi a regime massimo, offrendo al contempo una navigazione di crociera a 20 nodi fluida, sicura e dai consumi contenuti.

Il debutto mondiale a Genova 2026
Il Capoforte SX200 San Marco farà il suo esordio ufficiale in anteprima mondiale al Salone Nautico Internazionale di Genova (1-6 ottobre 2026) e sarà la protagonista dello spazio Capoforte situato presso il Padiglione B (Stand BD5), affiancata dagli altri modelli rappresentativi della gamma: lo SQ240, il CX240 Summer Edition e il CX280.
(*) HI-MACS® è un materiale composito avanzato della categoria Solid Surface (pietra acrilica), prodotto da LX Hausys (ex LG Hausys). È composto per circa il 75% da minerali naturali (triidrato di alluminio), per il 20% da resina acrilica di alta qualità e per il restante 5% da pigmenti naturali.
Presentato in anteprima mondiale al Cannes Yachting Festival 2026, l’Hanse 461 eredita l’impostazione di fondo dal 460, ma è nel confronto con i clienti e i rivenditori che il progetto trova gran parte della sua evoluzione. Curiosamente, gli interventi più interessanti non sono necessariamente quelli più appariscenti.

L’evoluzione non coincide necessariamente con un dettaglio tecnico. A volte nasce dall’osservazione quotidiana e dall’uso della barca, una prospettiva che racconta molto del processo di sviluppo del nuovo Hanse 461.
«Il 460 era già una bella barca e per noi non è stato semplice trovare dove migliorarla», ci hanno raccontato da Hanse durante la visita a bordo. «Abbiamo ascoltato i feedback di chi la barca la usa davvero tutti i giorni». È da quel confronto che esigenze emerse nell’uso quotidiano sono entrate nel progetto e si sono tradotte in modifiche concrete.
Il nuovo beach club di poppa è probabilmente l’elemento che cattura immediatamente l’attenzione. Apre maggiormente la zona verso il mare e crea uno spazio da utilizzare durante la sosta, mentre si nuota o semplicemente ci si gode il paesaggio.
Ma continuando la conversazione emerge un dettaglio decisamente meno spettacolare da tenere in considerazione: non è solamente l’estetica a fare la differenza.

Un tavolo racconta il progetto
Alla domanda su cosa gli armatori del 460 avessero chiesto concretamente di migliorare, la risposta arriva quasi senza esitazione: i tavoli.
«I tavoli del pozzetto erano uno degli elementi su cui era più urgente intervenire», spiega il cantiere.
Corrimano, portabicchieri ed elementi ripiegabili sembrano dettagli, ma acquistano un significato diverso quando la barca si muove: durante la navigazione, certo, ma anche in rada, quando il passaggio delle altre imbarcazioni e la risacca possono trasformare in pochi secondi un tavolo apparecchiato in qualcosa di molto meno stabile. Il tavolo diventa così parte dell’ergonomia di bordo, non soltanto della convivialità.
È un particolare piccolo, ma rende visibile il metodo usato da Hanse in questo nuovo progetto.
La stessa logica infatti prosegue sottocoperta. Durante la visita emergono maggiore altezza interna, un accesso più ampio e una nuova distribuzione della cabina armatoriale, con toilette privata e doccia separata.
La cucina diventa longitudinale e vengono riorganizzati frigorifero e freezer. Persino il pavimento in vero legno viene indicato da Hanse come una richiesta sempre più frequente della propria clientela.

Hanse 461: una piattaforma per utilizzi diversi
A quel punto la questione si allarga: quanto può essere flessibile la stessa barca?
Quando la conversazione tocca la tematica dei charter, Hanse non identifica un unico armatore ideale. «Abbiamo sviluppato una barca che può andare in direzioni diverse: può essere per una giovane famiglia, una coppia o una società di noleggio», spiegano dal cantiere. «La barca può essere configurata in base alle proprie esigenze».
La risposta si traduce negli interni. Una cabina può essere divisa, la distribuzione dei servizi modificata e alcuni spazi vengono definiti dallo stesso cantiere ‘semi-custom’ ovvero possono diventare utility room, doccia supplementare o area tecnica.
La personalizzazione non riguarda quindi soltanto il numero delle cabine. Il tentativo è far convivere sulla stessa piattaforma modi differenti di utilizzare la barca senza trasformare ogni esemplare in un progetto fatto su misura.
Sul fronte energetico, la possibilità di configurazione apre nuovi scenari: «Abbiamo introdotto la possibilità di una propulsione elettrica e, in opzione, pannelli solari installati sulla copertura e sulla tuga, abbinati a batterie al litio», spiegano dal cantiere.
Più che ricorrere a definizioni assolute sulla sostenibilità, queste opzioni raccontano l’allargamento delle possibilità anche per quanto riguarda la gestione dell’energia.
Il beach club sarà probabilmente uno degli elementi più fotografati del 461. Ma, per capire come è stato sviluppato, forse il tavolo del pozzetto offre una prospettiva più ampia sulle necessità degli armatori e sull’evoluzione del mercato.

L’esordio del modello SX5 di Fiart durante il Cannes Yachting Festival sancisce il primo appuntamento del cantiere con la sua nuova linea SX che si affiancherà alla Linea P e alla linea Seawalker. Un modello che segna un passaggio chiave nel posizionamento del marchio e nell’evoluzione della propria gamma crossover-cruiser.

Al termine della kermesse, l’Amministratore Delegato di Fiart, Giancarlo di Luggo, ha tracciato la rotta strategica dell’azienda, evidenziando il valore dell’innovazione stilistica e progettuale.
“Fiart ha intrapreso in questi anni una strada di rinnovamento che continua a premiare. La linea SX e il nuovo SX5 interpretano in modo autentico la nostra idea di mare e di vita a bordo, unendo vivibilità, design e qualità costruttiva per chi desidera esplorare con un rinnovato spirito d’avventura.”
di Luggo ha inoltre rimarcato l’eccellente risposta riscontrata a Cannes da parte della rete di dealer e dei clienti internazionali, confermando come la strategia legata alla personalizzazione e alla differenziazione dell’offerta stia consolidando ulteriormente i 67 anni di storia del cantiere che ha saputo evolvere in questi anni affrontando a volte sfide complicate.

Cerchiamo di seguire quelle che sono le tendenze, ovviamente, ma anche quelle che sono le regioni del mondo dove più facilmente il nostro prodotto può essere collocato, ha proseguito di Luggo. Oggi sicuramente siamo concentrati sul mercato europeo, perché è un mercato che crediamo possa dare ancora soddisfazione ai nostri prodotti, ma non tralasciamo quelli che sono i mercati ai quali ci siamo affacciati con la linea P, quindi i mercati degli Stati Uniti, il mercato dei Caraibi… sono tutti mercati molto interessanti che, avendo iniziato ad esplorare, abbiamo la possibilità — avendo chiaramente creato delle dealership, dei rapporti importanti — crediamo di avere già la possibilità di poter entrare in maniera forte in quei mercati.

La gamma SX di Fiart nasce per rispondere a un’esigenza specifica: cambiare la filosofia della vita a bordo, mettendo al centro la fruibilità quotidiana rispetto all’ostentazione puramente estetica. La sigla SX si ispira al concetto di crossover (Sport / X-over), unendo la sportività dei classici open alla vivibilità di uno yacht di dimensioni superiori. La grande difficoltà e la grande sfida per Fiart è proprio quella di riuscire ad anticipare il mercato o capire dove il mercato va, per questo il cantiere ha sviluppato tre linee con caratteristiche differenti, la linea Seawalker, la linea P e la nuova linea SX.

Fiart SX5 fa rotta sul 65° Salone Nautico Internazionale di Genova dove verrà esposto insieme alla linea P
- Linea P: l’audacia del design e dell’innovazione che rivoluziona i canoni tradizionali, conquistando mercati e clientela internazionali.
- Linea SX: l’atteso ritorno a uno stile più classico e protetto, pensato per riallacciare i legami con la clientela storica del brand.



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