Monaco Yacht Show pubblica la prima lista ufficiale dei superyacht confermati per la sua 35ª edizione che si terrà a Port Hercule dal 23–26 settembre 2026, la flotta raggiungerà le 120 imbarcazioni all’apertura del salone.

«Ciò che questa flotta offre a un cliente non esiste in nessun’altra parte del mondo», dichiara Toby Moore, CEO di Informa Prestige, organizzatore del Monaco Yacht Show. «In quattro giorni e in un solo porto, potrete salire a bordo di quarantatre yacht consegnati quest’anno, al fianco dei cantieri che li hanno costruiti e dei broker che ne cureranno il charter, la gestione o la rivendita. In un momento in cui un nuovo ordine presso un cantiere di primo piano comporta un’attesa fino al 2028, se non oltre, questa concentrazione riuniti in un unico luogo, una volta all’anno — costituisce il primo beneficio concreto che il salone offre ai clienti.».

Monaco Yacht Show, la classe 2026
Le consegne dell’anno spaziano dall’A80 di Arcadia (23,98 m) al Nixie di Lürssen (102 m), ormeggiato al Quai Rainier Ier. Damen Yachting ne consegna da solo due: Pangea (80 m) e QU2 (60 m). Sanlorenzo presenta Silver Fox (73,4 m).La lunghezza media e il tonnellaggio in costruzione raggiungono livelli record, e gli slot di costruzione dei grandi cantieri sono prenotati fino al 2028–2029 — rendendo gli yacht consegnati nel 2026 uno dei beni più rari sul mercato.

La fascia più densa della flotta si colloca dove la produzione semi-custom in serie incontra l’economia del charter, ed è dominata dalla classe 2026: B.Now 50M di Benetti (50 m), il nuovo Riva 54 Metri (54,84 m), Mangusta 165 REV di Overmarine (49,9 m), i Fast50 (50 m) e T60 (60,6 m) di Baglietto, 606 di The Italian Sea Group (50 m), Singolare di Tankoa (45 m), Gray Wolf di Mengi Yay (52,4 m), Majesty 145 di Gulf Craft (45,25 m), Even Further di Amer Yachts (41,45 m), Merinos di GX Superyachts (42,05 m) e Sirena Superyacht 42 Metre di Sirena Marine (42,23 m) sono tutti consegnati quest’anno. Si uniscono a loro in questa fascia i punti di riferimento 58Steel di Sanlorenzo (58,25 m, 2024) e Pa’Lante di Heesen (55 m, 2025).

Tra i 30 e i 40 metri, la classe 2026 è altrettanto importante
AB110 di AB Yachts (33,7 m), Sirena 118 di Sirena Marine (36 m) — seconda novità 2026 del cantiere, con la prima presente nella fascia superiore —, M 38 di Maiora (37,1 m) e Lollipop di Moonen (37,4 m) si radunano attorno all’Appontement Jules Soccal, mentre Palumbo Superyachts schiera tre consegne 2026 sotto due marchi: Principessa Capricciosa di Columbus Yachts (38 m), Viper 130 di Isa Yachts (38,8 m) e, più in alto nella gamma, Sea Raider X di Isa Yachts (66,4 m).
La produzione italiana al Monaco Yacht Show
Wallywhy200 di Wally (27 m), il doppio lancio di Princess Yachts con X90 (27,11 m) e Y95 (29,1 m), V di AVA Yachts (25,9 m) e A96 (29 m) e A80 (24 m) di Arcadia sfoggiano tutti il millesimo 2026, mentre Arksen 85 (27,4 m, 2026) di Wight Shipyard porta in questa stessa fascia una capacità da esploratore oceanico, a conferma che le consegne dell’anno coprono l’intera estensione della flotta e non solo le fasce superiori.
I multiscafo consolidano la posizione nel segmento superyacht
Due dei quattro multiscafo in esposizione sono consegne 2026 — Ipharra II di Sunreef (29,37 m, 2026) e Eighty 3 di Lagoon (24,97 m, 2026).
La vela mantiene il suo posto, su una flotta di sette barche a vela, quattro sono di recente consegna: Simena di Ares Yachts (62 m, 2026) — la barca a vela più grande della lista confermata —, Grand Soleil 80 di Cantiere del Pardo (26,2 m, 2026), Raijin di Nautor Swan (38,98 m, 2026) e Magic di Vitters (44,3 m, 2025).

38 degli yacht confermati non sono presentati dai costruttori ma da società di brokeraggio e charter — una flotta di yacht in servizio i cui anni di varo coprono quattro decenni, dalla metà degli anni ’80 al 2025. Nelle prossime settimane verranno annunciati nuovi yacht fino al completamento dell’intera flotta di 120 unità.
Immagine di copertina: © Monaco Yacht Show – Ciel Azur
Santasevera ripercorre i 40 anni di esperienza di Francesco Guida, fondatore del cantiere che attraverso questo lungo percorso ha saputo confrontarsi con il mercato evolvendo il brand in un contesto altamente competitivo.

Quattro decenni di esperienza internazionale nella progettazione e lo sviluppo di yacht a motore che oggi vengono rappresentati dal cantiere Santasevera, un patrimonio che oggi alimenta nuove idee e nuovi progetti, grazie al profondo rapporto con il mare, Francesco Guida, consolida il suo know out attraverso la navigazione e lo sviluppo di programmi complessi in ambito nautico contribuendo in mdo significativo a definire intere gamme di imbarcazioni.

Santasevera e Francesco Guida
“Chi progetta una barca deve conoscere il mare e viverlo direttamente. L’esperienza resta un elemento essenziale, perché una barca non è solo un oggetto estetico, ma uno spazio che deve rispondere in modo coerente al modo in cui viene utilizzata“, afferma Francesco Guida.
Il settore nautico è in continua evoluzione e negli ultimi 40 anni ha vissuto trasformazioni enormi, sia per quanto riguarda il design, che per la modalità di utilizzo delle imbarcazioni. Il design interno ha subito una vera e propria rivoluzione spingendosi a veri e proprie configurazioni progettuali atte a ridefinire il concetto stesso di barca. Santasevera cresce con una propria identità fondata sulla cultura del progetto indipendente, in cui coerenza, proporzione ed esperienza d’uso rimangono i riferimenti centrali del processo creativo.
Imbarcazioni essenziali, funzionali ed eleganti, pensate per mantenere valore nel tempo e al di fuori delle logiche di moda, oggi la gamma è composta da due modelli, un 42 e un 52 piedi, destinata a svilupparsi verso unità di dimensioni maggiori, in linea con il posizionamento internazionale del progetto. “Il prossimo modello che lanceremo sarà un 64 piedi già attualmente in costruzione, ma l’intenzione è quella di crescere, rispettando su ogni taglia il nostro linguaggio stilistico” conclude Guida.

Santasevera sarà presente al Cannes Yachting Festival 2026 dall’8 al 13 settembre, dove incontrerà il pubblico e gli operatori del settore per presentare la propria visione e la gamma attuale.

- Ecology: H-Drive 6G brevettato da Greenline
- Zero noise: 48 ore di funzionamento dei servizi di bordo
- Hybrid sistem: Le batterie ricaricate tramite recupero energia
- Autonomy : 10 pannelli fotovoltaici
Greenline Yacht, il cantiere sloveno riconosciuto come il pioniere assoluto della navigazione da diporto ibrida ed ecologica ha introdotto il nuovo Greenline 42, questo modello si inserisce nella gamma tra il classico Greenline 40 e il più grande 45.

L’esclusivo sistema H-Drive 6G brevettato da Greenline interpone motori elettrici molto potenti tra il motore diesel e l’elica. Questa soluzione permette manovre silenziose e velocità fino a 6,5 nodi sfruttando l’energia elettrica. Le batterie vengono ricaricate tramite il recupero dell’energia dispersa dai motori termici durante la navigazione, in questo modo le batterie risulteranno sempre cariche, in grado di garantire fino a 48 ore di funzionamento dei servizi di bordo senza l’utilizzo di generatori o motori diesel.
Il modello oggetto della prova è la versione con 2 motori diesel Yanmar da 250 CV (common rail di ultima generazione da 2,8 litri) che permettono di spingere questo yacht da 13,50m e largo 4,30m a una velocità massima di 25 nodi, e mantenere un’andatura di crociera dai 12 ai 15 nodi con consumi assolutamente ridotti grazie alla carena performante che contraddisingue tutti i modelli Greenline.
A bordo si percepisce la qualità costruttiva di Greenline Yacht, una dinette spaziosa ed ergonomica dove trova spazio un accogliente divano servito da un tavolo che all’occorrenza può essere abbassato per creare un ulteriore letto, mentre sul lato opposto si sviluppa un mobile componibile che integra una televisione a scomparsa.

La consolle di guida è leggermente rialzata, questo permette di avere un’ottima visibilità verso prua e, grazie ad un’ampia finestratura ai lati, la conduzione è molto facilitata.

Scendendo tre gradini si raggiunge la zona notte, strutturata su due cabine: l’armatoriale a prua, dotata di un versatile letto matrimoniale trasformabile in due letti a V, e una seconda cabina a sinistra con letti singoli separati. Un bagno completo di ogni comfort serve l’area, fermo restando che il cantiere offre diverse configurazioni abitative su richiesta.

Greenline 42, la prova in mare
Lasciamo l’ormeggio senza problemi grazie alle eliche di manovra, attraversiamo il canale per uscire in mare aperto, rispettando il limiti di velocità, e apprezziamo l’estrema silenziosità dei 2 motori Yanmar. Una volta fuori dal canale, abbiamo potuto testare il GREENLINE 42 nella varie velocità, aumentiamo la potenza dei motori e ci portiamo alla velocità di crociera di 15 nodi, sugli strumenti leggiamo consumi di 26 l/h per motore, assolutamente in linea con imbarcazioni di 13 metri che montano questi stessi motori. A questa velocità lo scafo inizia a planare permettendo una manovrabilità morbida e precisa, l’uso dei flap ci permette un assetto planante anche ad andature medie, questo grazie alla carena performante che Greenline adotta su tutti i modelli. Dovendo dare la precedenza ai vari vaporetti che navigano nella laguna di Venezia, l’estrema manovrabilità è stata molto utile e ci ha consentito, di governare in spazi a volte molto ristretti.

Nonostante un’onda di circa 30 centimetri e le virate che abbiamo effettuato per capire come lo scafo affrontasse il mare, la navigazione è risultata estremamente piacevole: il design della carena ha garantito un passaggio sull’onda morbido, senza scendere a compromessi in termini di velocità e stabilità. Il Greenline 42 unisce un’abitabilità straordinariamente confortevole a una conduzione intuitiva e leggera, il tutto garantendo consumi eccezionalmente contenuti.

Dati rilevati durante la prova
| Giri Motore | Velocità | Consumo per singolo motore |
| 750 | 2,3 Kn | 0,90 Litri |
| 1000 | 3,5 | 1,90 |
| 1500 | 6,1 | 4,70 |
| 1750 | 7,2 | 7,30 |
| 2000 | 8,0 | 10,30 |
| 2250 | 9,2 | 14,70 |
| 2500 | 10,7 | 19,70 |
| 2750 | 13,3 | 23,6 |
| 3000 | 16,0 | 28,5 |
| 3250 | 18,0 | 35,30 |
| 3500 | 20,6 | 43,6 |
| 3750 | 23,7 | 51,7 |
| 3830 max giri | 24,2 | 52,7 |
GREENLINE 42 – Specifiche tecniche
Lunghezza fuori tutto: 13,50 m
Baglio massimo: 4,30 m
Pescaggio (a vuoto): 0,64 m
Dislocamento (a vuoto): 9.354 kg
Capacità carburante: 700 l
Capacità acqua: 400 l
Versioni layout: 3 cabine
Bagni: 1 + 1
Categoria CE: B
Design: Marco Casali – Too Design
MOTORIZZAZIONI
Motori diesel
• 2 × Yanmar 4LV250 – 250 HP
• Velocità massima: 25 nodi
Opzione ibrida
• 2 × Yanmar 250 HP
• 2 × motori/generatori elettrici (modalità diesel) – velocità massima: 6,5 nodi
• Fino a 6 batterie al litio da 11 kWh
IMPIANTO SOLARE
• 10 pannelli fotovoltaici
• Potenza totale: 4,5 kW
SISTEMI
• Sistema di controllo Greenline App con monitoraggio di energia, serbatoi, impianto solare e posizione dell’imbarcazione
BRABUS Shadow 1200 XC motorizzato Mercury Racing 400R, motori V10 5,7 litri da 400 cavalli ciascuno, per un totale di 1.200 CV, 55 nodi di velocità massima. Una carena nera come la notte, la livrea Black Ops Signature Edition è precisamente un nero grafite BRABUS con grafiche a contrasto. Quasi 14 metri di lunghezza e oltre 4 di baglio, il più grande XC Cross Cabin mai uscito dagli stabilimenti tedeschi, lo scafo a V pensato per tagliare l’onda anche a velocità sostenute.

I dettagli Black Ops
“Sign of Excellence”, schienali in fibra di carbonio lucida per i sedili anteriori, illuminazione RGB integrata su interni, ponte e sottochiglia, impianto audio premium JL Audio e la possibilità di configurare pacchetti extra come radar Simrad Halo20+, ricevitore AIS e ponte strumenti maggiorato con schermi aggiuntivi da 9 pollici. Dettagli che fanno del BRABUS Shadow 1200 XC un vero e proprio racer offshore nonostante rimanga un “cabinato da crociera”.

L’anima dello Shadow 1200 XC non è però solo la potenza e velocità, vi è anche la capacità di trasformarsi, il layout Cross Cabin permette infatti, di passare da cabina chiusa e protetta a barca completamente open con un solo comando, aprendo le porte a farfalla della cabina anteriore e le porte laterali dello scafo, che si ribaltano verso l’esterno ampliando lo spazio vivibile a centro barca Cinque zone giorno distinte: prua, plancia, pozzetto con angolo bar, poppa e salotto anteriore, pensate per non sentirsi mai stretti a bordo.
Lo Shadow 1200 XC Black Ops Signature Edition convince per due fattori: le prestazioni da supercar, con una spinta che non ha nulla da invidiare a un vero racer, e la vivibilità a bordo che può essere riconfigurata in base alla giornata, adatto per chi cerca il day yacht muscoloso ma comodo.
Shadow 1200 XC Black Ops Signature Edition
| Lunghezza f.t. | 13,91 m |
| Baglio massimo | 4,11 m |
| Pescaggio a pieno carico | 1,20 m |
| Motorizzazione | 3x Mercury Racing 400R V10 5,7L |
| Potenza totale | 1.200 CV |
| Velocità massima | 55 nodi |
| Capacità serbatoio carburante | 1.390 litri |
| Dislocamento (senza motori) | ~8.000 kg |
| Cabine | 1 (2 posti, estendibile a 4) |
| Anno di produzione | dal 2024 |

Pershing GTX90 il nuovo modello del cantiere si presenta come un vero e proprio Sport Utility Yacht, con un’anima sportiva, tipica di Pershing, spazi e comfort da navetta. Questi gli ingredienti che caratterizzano il modello varato alla presenza dei designer degli interni e degli esterni, lo Studio Vallicelli Design, in questi giorni al porto di Fano.

Con una lunghezza fuori tutto di 27,97 metri e un baglio di 6,89 metri, Pershing GTX90 è il risultato finale della collaborazione fra lo studio Vallicelli Design e la Direzione Engineering del Gruppo. Il GTX90 riprende il family feeling della gamma GTX, il design esterno rimane fedele ai suoi tratti distintivi, la sheer-line leggermente convessa che accompagna la silhouette da prua a poppa e il dritto di prua verticale.

Un’ampia porta, che crea una continuità visiva e funzionale tra gli spazi interni ed esterni, permette l’accesso al main deck, la plancia di comando, posizionata a estrema prua, è dotata di tre sedute, skylight apribile elettricamente (disponibile su richiesta) e di un doppio accesso ai camminamenti laterali che conducono all’area prodiera. Nel ponte inferiore quattro cabine con bagno e una suite, progettate per ottimizzare al meglio gli spazi. A centro barca si sviluppa la suite armatoriale a tutto baglio, mentre la cabina VIP occupa la zona prodiera.

Pershing GTX90 è equipaggiato con due motori MAN V12X dalla potenza di 2.200 mhp ciascuno, abbinati a una coppia di waterjet Castoldi TurboDrive 600 HCT, che garantiscono un’esperienza di navigazione in linea con il carattere sportivo del brand. L’uso degli idrogetti Castoldi (anziché delle tradizionali eliche o eliche di superficie) è fondamentale per questo modello, infatti offre un’accelerazione estremamente lineare, pulita ed immediata, garantendo una manovrabilità eccezionale.
I Numeri Chiave del GTX90
- Lunghezza fuori tutto: 27,97 metri
- Larghezza (baglio): 6,89 metri
- Cabine ospiti: 4 (fino a 8 ospiti) con bagno privato
- Cabine equipaggio: 2 doppie, collegate direttamente alla cucina
- Motorizzazione: 2 motori MAN V12X da 2.200 mhp l’uno
- Propulsione: Idrogetti Castoldi TurboDrive 600 HCT
Sunreef Yachts al Cannes Yachting Festival con l’attesissimo debutto mondiale dell’ULTIMA 88, dopo un’anteprima esclusiva allo Yachting Festival di Singapore il nuovo catamarano sarà esposto a Cannes per tutta la durata dell’evento.

Il debutto mondiale arriva inoltre a seguito dell’annuncio di Carlos Alcaraz, campione di tennis spagnolo, si aver scelto l’ULTIMA 88 come suo primo yacht, un’ulteriore conferma che la nuova generazione di armatori necessita di individuare i cantieri che meglio rappresentano il design all’avanguardia unito a prestazioni ai massimi livelli.

Progettato chi cerca un comfort eccezionale senza rinunciare a velocità ed efficienza, questo Sunfeer Yachts introduce un approccio all’avanguardia nell’architettura navale moderna. L’Ocean Lounge è elemento distintivo dell’ULTIMA 88, creato grazie ad ampie murate apribili e a un capiente garage di poppa. Un’emozione a filo d’acqua che offfre un legame con il mare e spazi versatili per il relax e l’intrattenimento.

Tra le novità più attese del Cannes Yachting Festival di quest’anno c’è sicuramente lei, l’Alpha 45, la nuovissima sport dayboat di Technohull destinata a ridefinire il concetto di prestazioni nel segmento delle imbarcazioni open di lusso.
Accanto a lei, allo Stand TENDER 115, ci sarà anche l’ammiraglia del cantiere l’Alpha 50, sintesi perfetta della filosofia Technohull, dove prestazioni, affidabilità e raffinatezza si fondono in un equilibrio impeccabile.

Alpha 45: la nuova icona delle prestazioni in mare
Con i suoi 13,80 metri di lunghezza, Alpha 45 si inserisce strategicamente tra l’Alpha 40 e l’ammiraglia Alpha 50, raccogliendo l’eredità sportiva di Technohull e reinterpretandola in un nuovo open ad alte prestazioni pensato per affrontare senza compromessi la navigazione offshore, ma al tempo stesso capace di garantire comfort e grande versatilità negli utilizzi quotidiani.
Nella configurazione più performante, equipaggiata con quattro motori fuoribordo da 500 cavalli, l’Alpha 45 riesce a raggiungere una velocità massima di 85 nodi, mantenendo un comportamento sempre perfettamente stabile e sicuro anche nelle condizioni di mare più impegnative.

Tra gli elementi più distintivi del progetto troviamo l‘hard top. Il suo profilo aerodinamico, completato da un ampio parabrezza panoramico in vetro e da deflettori laterali integrati nella console, ottimizza i flussi d’aria attorno alla postazione di comando, riducendo le turbolenze durante la navigazione ad alta velocità.
La carena Dynastream a V profonda, caratterizzata da redan ventilati e da una prua wave-piercing, è stata sviluppata per garantire accelerazioni brillanti, precisione di guida e un’eccellente tenuta di mare anche nelle navigazioni offshore più impegnative. La plancia di comando riflette la stessa filosofia progettuale: due file di sedute con tre posti ciascuna collocano il pilota in posizione centrale, assicurando una visibilità completa e un accesso immediato a tutti i comandi.
Anche il layout di coperta è stato progettato all’insegna della flessibilità. L’ampio prendisole di prua a U è completato da una seduta fronte marcia integrata nella console centrale, mentre il passavanti walkaround consente di muoversi liberamente lungo tutta l’imbarcazione. A poppa, invece, sono disponibili diverse configurazioni, con prendisole di dimensioni differenti affiancati da sedute rivolte verso prua oppure un elegante divano a L che facilita l’accesso laterale alla piattaforma bagno.

Gli spazi interni sorprendono per abitabilità e finiture. Una scenografica porta laterale ad apertura “gullwing”, azionabile elettricamente, conduce alla cabina sottocoperta, pensata per accogliere comodamente due persone. Qui trovano posto un letto matrimoniale, un bagno separato a tutto baglio con doccia e un’altezza interna particolarmente generosa, caratteristiche che rendono l’Alpha 45 ideale anche per crociere di più giorni.
Il modello esposto al Cannes Yachting Festival 2026 sarà caratterizzato da una raffinata livrea bianca, equipaggiato con tre Mercury 400R fuoribordo e caratterizzato da un allestimento dal carattere decisamente sportivo, con un grande prendisole di poppa e una singola fila di tre sedute alla plancia di comando.

ALPHA 45 — Scheda tecnica
| Lunghezza fuoritutto | 13,8 m (14,05 m entrobordo) |
| Larghezza | 4,3 m |
| Dislocamento | 6.500 kg |
| Serbatoio Carburante | 1.400 l |
| Serbatoio Acqua Dolce | 190 l |
| Motori | Inbordo/Fuoribordo |
| Potenza Massima | 4 × 500 CV |
| Capacità Passeggeri | 14 |
| Carena | Dynastream a V profonda con redan ventilati |
| Certificazione | CE Cat B-Offshore |
| Propulsione per il modello esposto a Cannes | 3 x Mercury 400R (fuoribordo) |

Alpha 50: l’ammiraglia che incarna il DNA del cantiere
Volumi generosi e proporzioni ben bilanciate definiscono l’impatto estetico di Alpha 50, l’ammiraglia di Technohull progettata per offrire all’armatore e ai suoi ospiti la migliore esperienza di bordo possibile.
Il design colpisce fin dal primo sguardo grazie a un profilo slanciato e aerodinamico, caratterizzato da superfici pulite e tese, impreziosite dall’inconfondibile hard top arcuato in fibra di carbonio con parabrezza integrato. L’ampio baglio consente di sfruttare al massimo gli spazi esterni, organizzati attorno a una serie di aree dedicate al relax e alla convivialità. Il grande prendisole centrale a isola, il generoso pozzetto di poppa e l’ampio prendisole di prua creano ambienti distinti ma perfettamente integrati, offrendo agli ospiti la possibilità di vivere la barca in totale libertà, sia durante la navigazione che all’ancora.

La collaudata carena Dynastream di Technohull, combinata alla prua wave-piercing dal profilo semi-verticale e i due redan ventilati, assicura la massima stabilità e precisione di guida anche nelle situazioni più difficili.
Sul fronte propulsivo, Alpha 50 è disponibile in diverse configurazioni fuoribordo o entrobordo, con prestazioni che possono raggiungere facilmente gli 87 nodi di velocità massima nell’allestimento più performante.
La presenza di una comoda cabina doppia dotata di bagno separato e doccia e la possibilità di aggiungere in opzione una seconda cabina per gli ospiti estendono notevolmente la versatilità dell’imbarcazione, che si rivela quindi una buona soluzione anche per i soggiorni più prolungati.

ALPHA 50 — Scheda tecnica
| Lunghezza fuoritutto | 14,95 m /15,11 (inbordo) |
| Larghezza | 4,72 m |
| Dislocamento | 7.000 kg |
| Serbatoio Carburante | 1.800 l |
| Serbatoio Acqua Dolce | 200 l |
| Motori | Inbordo/Fuoribordo |
| Potenza Massima | 5 × 500 CV (fuoribordo) |
| Capacità Passeggeri | 16 |
| Carena | V profonda con redan ventilati |
| Certificazione | CE Cat B-Offshore |
Paris Nautic Show prosegue il suo sviluppo e riafferma le proprie ambizioni per il 2026 dopo il successo della prima edizione presso il Centro Esposizioni di Paris-Le Bourget, tenutasi lo scorso anno, che ha visto la presenza di 40.000 visitatori, rilancia le proprie ambizioni in vista della prossima edizione.

“Il nostro obiettivo è consolidare un appuntamento strategico nel cuore del primo mercato nautico francese. Vogliamo accompagnare la trasformazione del settore, creando nuove opportunità concrete sia per le aziende che per i diportisti.” — Guillaume Verbrugghe, Direttore Generale di M2 Organisation.
Paris Nautic Show nel cuore della regione parigina rappresenta un vantaggio competitivo unico nel panorama europeo. Il bacino di Parigi concentra infatti oltre un terzo dei diportisti abituali francesi, confermandosi un hub strategico. Inoltre, la scelta di Paris-Le Bourget garantisce una logistica ideale anche dal punto di vista internazionale, grazie anche alla rapidità di collegamento con l’aeroporto di Parigi Charles de Gaulle. Il networking, il confronto e la nascita di nuovi accordi commerciali tra cantieri, produttori di componentistica, federazioni, associazioni è la parola d’ordine per dare dinamismo al comparto e guidarlo attraverso le sfide di un mercato in continua evoluzione.

Paris Nautic Show, spazio alla sostenibilità e alla nautica di domani
ll settore nautico è al centro di una profondo cambiamento, accelerato dalla necessità di rispondere alla crisi climatica e dal cambiamento nelle abitudini di consumo. La responsabilità imprescindibile di cambiamento non è più un’opzione per il futuro, ma un imperativo presente che sta ridefinendo i criteri per un impatto meno invasivo per l’ambiente marino e per tutto il ciclo produttivo.

Paris Nautic Show dedicherà un focus senza precedenti alla decarbonizzazione e all’economia circolare applicata al diporto, affrontando le tre grandi sfide del settore, ampio risalto sarà infatti dato ai motori elettrici di nuova generazione, ai sistemi ibridi avanzati e alle prime concrete applicazioni dell’idrogeno, alla riduzione dell’impronta carbonica degli scafi, presentando compositi bio-derivati (come le fibre di lino o di canapa).

ll salone mantiene altrettanto saldo il suo legame storico con il mondo delle regate oceaniche e della vela d’altura, basti pensare alla mitica Route du Rhum o alla Vendée Globe o alla Transat Jacques Vabre (rotta del caffè), un settore che rappresenta un vero e proprio laboratorio a cielo aperto, le soluzioni testate in gara per quanto riguarda materiali leggeri, performance idrodinamiche e autonomia energetica vengono poi applicate alla produzione di serie, esportando l’eccellenza tecnologica francese in tutto il mondo.

immagine di copertina: ©GeraldGeronimi
Lagoon rivoluziona nuovamente il concetto di comfort in mare, puntando tutto su spazi abitabili enormi e facilità di conduzione con il nuovo modello Lagoon 38 che abbiamo potuto provare in questi giorni.

Oggi, la gamma Lagoon spazia da modelli accessibili e compatti come il nuovo Lagoon 38, fino a raggiungere il lusso assoluto dell’ammiraglia EIGHTY 2, un gigante dei mari lungo ben 23,91 metri. Nato nel 1984 con il nome di JTA (Jeanneau Techniques Avancées), il gruppo originariamente era il braccio tecnologico e la divisione corse del celebre cantiere francese Jeanneau. Con oltre 7.000 imbarcazioni prodotte, oggi è il leader mondiale assoluto del settore.

Lagoon 38 presenta una Lft di 13,12 metri e un baglio di 6,65 che lo rendono facile da condurre, su questo modello Lagoon ha voluto semplificare al massimo le manovre di bordo, a prua è stato montato un fiocco autovirante e tutte le manovre vengono governate da un unico winch posizionato in tuga vicino alla timoneria dove troviamo i rimandi delle drizze e delle cime di bordo servite da stopper, il monitor Garmin e le manette dei due motori da 29 CV / HP.

Il T-top presenta una copertura in tessile che all’occorrenza può essere chiusa totalmente per proteggersi dal freddo, la consolle è comoda e presenta un sedile doppio dal quale si ha un’ottima visibilità di tutta la barca. Purtroppo nella prova odierna non è previsto il Code 0 in quanto non presenta a bordo, nonostante il Lagoon 38 abbia la predisposizione al montaggio.
Condizioni meteo e manovre
Oggi il mare è leggermente mosso con un vento che raggiunge picchi di 13 / 15 nodi, condizioni ideali per una prova tranquilla. Usciamo dall’ormeggio manovrando con i due motori senza fatica, nonostante i sui 6 metri e 65 di larghezza le due manette contrapposte fanno ruotare il catamarano in spazi ridotti, questo è importante perchè a volte ormeggiare e partire non è così semplice data la larghezza dei catamarani. Appena fuori dal porto apriamo il Lazy bag, incocciamo la drizza e issiamo la vela tramite il winch elettrico, l’apertura del fiocco è altrettanto rapida e facile in quanto anche in questo caso basta preparare la scotta sul winch e cazzare manualmente senza neanche l’ausilio della maniglia.

Il Lagoon 38 mi stupisce per la semplicità nella conduzione e nelle manovre che possono essere fatte in autonomia, a bordo siamo in tre ma posso fare tutto ciò che devo senza chiedere aiuto e senza dovermi spostare dal posto di guida. Se necessario posso comunque fare affidamento sul pilota automatico e mantenere la rotta per eventualmente stivare i parabordi o sistemare le vele in caso ce ne fosse bisogno.

Lagoon 38 come si comporta
A prua il Lagoon 38 offre veramente tanto spazio, un grande trampolino con due divani serviti da chaise longue, il sistema di ormeggio centrale e le due classiche sedute dove godere del panorama durante le navigazioni. Stringo la mia andatura portandomi a circa 80° di TWD, rotta vera sul di 175° e vento reale di 14,1 nodi la velocità dello scafo rispetto all’acqua è di 6,4 nodi, non male contando che a prua abbiamo un autovirante.

A questa andatura il Lagoon 38 offre una navigazione eccellente mantenendo un buon equilibrio al passaggio sulle onde senza soffrire di rollio eccessivo, mi allontano dal vento, filo randa e fiocco sempre in autonomia e metto la mia prua a 300°, la rotta reale risente leggermente dello scarroccio/corrente ed è di 299°, il vento reale (TWA) è di 135° con una velocità al suolo (SOG) di 5,0 nodi. Il log indica una velocità rispetto all’acqua di 4,5 nodi, evidentemente la barca sta beneficiando di una corrente a favore.

Mi riporto al traverso per riprendere velocità e quando sono nuovamente a circa 6 nodi viro in modo abbastanza rapido per non perdere troppo tempo e fermare il catamarano. Il suo dislocamento è di 10,24 T a vuoto, con queste condizioni di vento leggero più si è rapidi nelle manovre e meglio è per non perdere velocità.

Quando il vento si allarga (dai 90° ai 140° rispetto alla prua), il Lagoon 380 si esprime al meglio. Diventa molto stabile, scivola bene e con un buon vento (sopra i 12-15 nodi) mantiene medie tra i 6 e gli 8 nodi di velocità senza alcuno sforzo o sbandamento. L’angolo ottimale per farlo camminare è intorno ai 55°-60° rispetto al vento reale, se proviamo a stringere di più (40°-45°), la velocità scende.
Il piano velico è conservativo(volutamente), il che significa che la barca perdona moltissimo gli errori ed è difficile da mettere in crisi anche per equipaggi familiari o poco esperti. Tutte le manovre rimandate alla postazione di guida, come dicevo poco prima, permettono di gestire le vele in sicurezza. A un regime rilassato e ottimale di circa 2200-2400 giri/min. i due motori permettono di viaggiare intorno ai 6,5 – 6,8 nodi con un passo eccellente e consumi bassissimi, intorno ai 3.5 – 4 litri totali all’ora per entrambi i motori.
Gli interni del Lagoon 38
Il Lagoon 38 può essere personalizzato in oltre 10 layout differenti a seconda delle esigenze, possiamo avere 4 cabine con 4 bagni, oppure la versione armatore dove un intero scafo è destinato alla suite proprietario. Il pozzetto offre tanto spazio e la porta scorrevole permette di unire l’ambiente esterno con quello interno eliminando barriere e facilitando notevolmente i movimenti.
Un catamarano dalle dimensioni contenute, il Lagoon 38 non è solo un modello di sicuro successo ma è la dimostrazione che non servono lunghezze smisurate per toccare con mano il vero comfort della vita in multiscafo. Una gestione degli spazi interni ed esterni estremamente curata e una sicurezza oceanica che ha permesso a centinaia di famiglie di realizzare il sogno del grande viaggio. Al Cannes Yachting Festival il cantiere Lagoon sarà presente con tutta la gamma e presenterà, in anteprima mondiale, il nuovo Lagoon 47.
Dall’8 all’11 luglio lo Yacht Club de Monaco ospiterà la tredicesima edizione del Monaco Energy Boat Challenge, appuntamento internazionale che negli anni si è affermato come uno dei principali laboratori di innovazione e transizione energetica per il settore nautico. Per quattro giorni il Principato diventerà il punto d’incontro di studenti, ricercatori, ingegneri, cantieri navali e aziende provenienti da tutto il mondo, chiamati a confrontarsi sulle tecnologie destinate a trasformare il futuro della mobilità in mare.

Monaco Energy Boat Challenge: il Principato chiama il mondo
I numeri previsti per l’edizione di quest’anno confermano il crescente interesse internazionale nei confronti dell’evento, con la partecipazione di oltre 1.000 studenti, 52 team provenienti da 21 nazioni in rappresentanza di 33 università, alle quali si aggiungono 14 atenei presenti in qualità di osservatori. Numeri che testimoniano come la manifestazione si sia affermata negli ultimi anni come una piattaforma privilegiata per lo sviluppo di soluzioni dedicate alla nautica sostenibile.
Organizzato nell’ambito dell’iniziativa “Monaco, Capital of Advanced Yachting”, il Monaco Energy Boat Challenge può contare sul sostegno della Fondation Prince Albert II de Monaco, UBS, BMW e SBM Offshore, oltre alla partecipazione di importanti protagonisti dell’industria nautica come Safe Harbor, Oceanco, Ferretti Group, Azimut | Benetti Group e Lürssen.
“Quest’anno ritroviamo squadre fedeli, ma anche nuovi partecipanti e università venute a osservare l’evento per preparare il loro futuro ingresso in competizione. È probabilmente il miglior indicatore della dinamica del Monaco Energy Boat Challenge”, commenta Bernard d’Alessandri, Direttore e Segretario Generale dello Yacht Club de Monaco.

Un’unica sfida: la decarbonizzazione del trasporto marittimo
Le squadre si sfideranno nelle categorie Energy Class, AI Class, SeaLab Class e Open Sea Xperience, presentando progetti che spaziano dalla propulsione elettrica ai sistemi alimentati a idrogeno e metanolo, fino alle più avanzate tecnologie foil. Soluzioni differenti accomunate da un unico obiettivo: contribuire alla decarbonizzazione del trasporto marittimo. Dal 2024 NatPower H ricopre il ruolo di partner tecnico dell’evento e fornitore ufficiale dell’idrogeno, garantendo l’approvvigionamento del combustibile necessario alle prove.
Tra le novità di quest’anno spicca anche la presenza di una delegazione statunitense composta da Columbia University di New York, George Washington University, Howard University e Florida International University. Gli atenei parteciperanno come osservatori con l’intenzione di prendere parte alla competizione a partire dall’edizione 2027.

Monaco Energy Boat Challenge: non solo gare
Accanto alle gare, il Monaco Energy Boat Challenge proporrà anche un ricco programma aperto al pubblico. Dal 9 all’11 luglio sarà infatti visitabile gratuitamente, dalle 10 alle 18, il Village dell’evento, che ospiterà un palco televisivo con la diretta delle competizioni e delle premiazioni giornaliere, simulatori di guida, il Winch Challenge, attività dedicate alle famiglie, aree espositive riservate alle nuove tecnologie, punti ristoro e la distribuzione gratuita di gelati durante il pomeriggio.
Tra gli appuntamenti più attesi figura il Fondation Prince Albert II de Monaco Sustainable Yachting Technology Award, riconoscimento che assegnerà un premio di 25.000 euro al progetto universitario o di ricerca ritenuto più promettente per l’efficienza energetica e la riduzione delle emissioni di carbonio nel settore dello yachting. A contendersi il premio saranno University of Genoa, ENSAM – Hydrogadz, Politecnico di Torino e Kumaraguru College of Technology.
L’evento conferma inoltre la propria funzione di ponte tra il mondo accademico e quello industriale attraverso il Corporate Mentoring Programme, iniziativa che nel 2026 ha coinvolto 20 professionisti e 22 team, favorendo il trasferimento di competenze tecniche e industriali durante lo sviluppo dei progetti.
A dimostrazione dell’impatto concreto del Monaco Energy Boat Challenge sul settore, c’è anche il percorso di NEMO Systems, startup fondata da tre ex partecipanti alla manifestazione. Quest’anno l’azienda fornirà il sistema ufficiale di tracciamento GPS, raccolta e analisi dei dati di bordo per tutte le imbarcazioni in gara, permettendo il monitoraggio in tempo reale della geolocalizzazione e delle prestazioni energetiche dei prototipi.
Il legame tra il Monaco Energy Boat Challenge e il mondo dell’industria si rafforza anche attraverso il coinvolgimento diretto delle aziende nello sviluppo dei progetti universitari. Safe Harbor, partner della manifestazione, ha seguito durante l’anno due team della Energy Class – Hydrogadz dell’École nationale supérieure des Arts et Métiers e TAMEO Energy dell’ENSTA Paris – offrendo supporto tecnico, assistenza nella gestione dei progetti e l’accesso alle proprie infrastrutture. I prototipi sono stati inoltre testati presso il cantiere del gruppo a La Seyne-sur-Mer, dove gli studenti hanno potuto completare le prove in mare e mettere a punto le imbarcazioni prima della competizione.
Anche UBS conferma il proprio sostegno all’iniziativa, sottolineando come il Monaco Energy Boat Challenge rappresenti un esempio concreto di collaborazione tra ricerca, industria e nuove generazioni di ingegneri impegnati nello sviluppo di soluzioni per una mobilità marittima più sostenibile ed efficiente.

Un’importante occasione di confronto
L’edizione 2026 offrirà inoltre un ricco programma di approfondimento dedicato ai professionisti del settore. Il 9 luglio l’Advanced Yachting Technology Conference analizzerà le più recenti innovazioni tecnologiche applicate all’industria nautica, mentre il giorno successivo la settima Alternative Fuels & Sustainable Yachting Conference, organizzata dallo Yacht Club de Monaco insieme alla Fondation Prince Albert II de Monaco, farà il punto sulle principali strategie di decarbonizzazione del comparto, con interventi dedicati a propulsione nucleare, energia eolica, metanolo, batterie ed elettrificazione.
Spazio anche alla condivisione delle conoscenze con i Tech Talks, in programma il 10 luglio. Le migliori squadre delle diverse categorie presenteranno al pubblico e a una giuria internazionale le proprie soluzioni in tema di innovazione, design, ecoprogettazione, ergonomia e analisi del ciclo di vita, concorrendo ai premi dedicati all’Innovazione, al Design e all’Eco-Progettazione. Un appuntamento che conferma la vocazione del Monaco Energy Boat Challenge come piattaforma di confronto aperto, dove le tecnologie sviluppate dai team diventano patrimonio condiviso per l’intero settore.
Con il suo mix di competizione, ricerca e collaborazione tra università e industria, il Monaco Energy Boat Challenge continua così a rappresentare un osservatorio privilegiato sulle tecnologie che guideranno l’evoluzione della nautica nei prossimi anni. Un appuntamento che conferma il ruolo del Principato di Monaco come punto di riferimento internazionale nello sviluppo di soluzioni innovative per una mobilità marittima sempre più sostenibile.



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