Leo Messi entra a far parte della famiglia Sunreef con l’ordine di un nuovo ULTIMA 88, attualmente in costruzione presso il cantiere navale all’avanguardia dell’azienda negli Emirati Arabi Uniti.

Uno degli atleti più riconosciuti al mondo ha scelto un catamarano di lusso Sunreef per la sua flotta MIM Ocean, con base nelle Isole Baleari, offrendo ai suoi ospiti un’esperienza esclusiva in mare, pensata per i momenti al riparo dagli sguardi altrui.
A bordo, quattro cabine per gli ospiti creano spazi intimi e privati per la famiglia e gli amici, mentre la suite armatoriale a tutto baglio offre un rifugio lussuoso e tranquillo. La firma di Sunreef Yachts, la Ocean Lounge, avvicina la vita all’acqua per nuotare, praticare sport acquatici e rilassarsi con una vista ininterrotta sull’oceano.

Un garage dedicato alle moto d’acqua mantiene l’attrezzatura a portata di mano, mentre ampie zone lounge all’aperto e un generoso flybridge creano spazi dedicati al tempo libero, al fitness e ai momenti da vivere sotto il cielo aperto. Caratterizzato da un’architettura filante e da doppi motori da 1.000 CV, l’ULTIMA 88 di Leo Messi offrirà una combinazione perfetta di velocità e manovrabilità.

L’ULTIMA 88 riflette la visione di Sunreef Yachts della vita contemporanea in mare: fluida, spaziosa e profondamente connessa con l’oceano. Ogni elemento è progettato per rendere la vita più semplice, intuitiva e aperta, permettendo allo yacht di trasformarsi in qualsiasi cosa il momento richieda. Per Francis Lapp, Fondatore e CEO di Sunreef Yachts, accogliere Leo Messi nella House of Sunreef riflette una visione condivisa di ciò che significa il vero lusso al giorno d’oggi.

Leo Messi incarna un livello straordinario di eccellenza, ma ciò che rende questo nuovo capitolo particolarmente significativo per noi è quello che succede lontano dai riflettori. In Sunreef Yachts crediamo che il vero lusso sia la libertà di scegliere come trascorrere il proprio tempo, con le persone che contano di più. Il mare ci offre questa libertà nella sua forma più pura. Siamo incredibilmente orgogliosi di dare il benvenuto a Leo Messi e alla sua famiglia nella House of Sunreef.
Per Leo Messi, il tempo trascorso in mare fa già parte della vita familiare. La sua scelta dell’ULTIMA 88 trasforma questo istinto in uno spazio tutto suo: un luogo dove lasciarsi la costa alle spalle, trascorrere giornate senza fretta e decidere insieme dove far iniziare il giorno successivo. C’è un tipo di privacy molto particolare che solo il mare sa offrire. Un ancoraggio tranquillo. Un ponte aperto prima che la giornata abbia inizio. Ore misurate dal luogo in cui la famiglia desidera fare il prossimo bagno, anziché da una tabella di marcia.

È un vero piacere entrare a far parte della famiglia Sunreef. Io e la mia famiglia abbiamo sempre amato trascorrere del tempo in mare ogni volta che ne abbiamo l’occasione. Gli yacht Sunreef hanno lo stile e le caratteristiche che apprezzo davvero molto, e si adattano perfettamente a ciò che cerco. Non vedo l’ora di provare l’ULTIMA 88 e di godermelo con la mia famiglia.
Leo Messi si unisce ora a un distinto gruppo di armatori e membri della famiglia della House of Sunreef, al fianco di altri atleti di livello mondiale.
Dopo le vetrine di Cannes e Genova, il leader nelle attrezzature per la cantieristica punta a nuovi mercati internazionali con la partecipazione al Balkans Sea Fair 2026.
NAVALTECNOSUD BOAT STAND, azienda leader specializzata nella progettazione e produzione di attrezzature professionali per la nautica, si conferma come punto di riferimento fondamentale per cantieri, marina e professionisti del refit che ricercano la massima affidabilità, versatilità e sicurezza operativa. Nel panorama della cantieristica e del rimessaggio nautico internazionale, la gestione delle operazioni di supporto a terra per imbarcazioni di grandi dimensioni richiede standard qualitativi privi di compromessi.

La costante ricerca tecnica e la profonda conoscenza delle dinamiche di cantiere le hanno permesso di sviluppare una gamma completa di soluzioni ad alta portata concepite specificamente per sostenere grandi barche a vela e grandi imbarcazioni a motore.
Tra le innumerevoli soluzioni a catalogo, le attrezzature di punta che risaltano sono due modelli cardine: il CIF e il CIR.
CIF: solidità e dattabilità strategica
Progettato per rispondere alle sfide strutturali imposte dai grandi scafi, il CIF (Cavalletto ad Inclinazione Fissa ) rappresenta l’integrazione perfetta tra modularità e stabilità. Disponibile nelle portate da 3 a 50 tonnellate, il CIF è ideale per il sostegno sicuro di imbarcazioni di piccole, medie e grandi dimensioni. Vi è la possibilità di realizzarlo anche con portata costante, ideale per barche a motore di grandi dimensioni: 15/15 – 30/30 – 50/50.
Per grandi imbarcazioni a vela: collegando opportunamente i cavalletti mediante barre di accoppiamento e catene con tenditori dedicati, è possibile realizzare un invaso strutturale compatto, estremamente stabile e sicuro anche in presenza di forti sollecitazioni operative e ambientali.
Per grandi barche a motore: la versatilità del sistema consente un posizionamento mirato al traverso e verso la prua, adattandosi perfettamente alla conformazione dello scafo per “abbracciare” la carena nei punti di maggiore necessità distributiva del carico.
Regolazione micrometrica: dotato di un robusto sistema a telescopio combinato con una vite di regolazione di precisione, il CIF permette di adattare con estrema facilità l’altezza d’appoggio alle diverse esigenze di lavoro.

CIR: versatilità assoluta a 360°
Per le operazioni che richiedono la massima flessibilità d’impiego, NAVALTECNOSUD BOAT STAND presenta il modello CIR (Cavalletto ad Inclinazione Regolabile) che ha la capacità di adattarsi a carene dalle geometrie complesse. Proposto nelle portate da 7 a 50 tonnellate, il CIR offre anche la possibilità di configurazioni speciali con portata costante 12/12 e 20/20.
Le peculiarità tecniche del modello CIR includono:
La combinazione tra la regolazione dell’inclinazione (da perfettamente verticale fino a 40°) e la testa con cappello snodato ad oscillazione completa a 360° consente al cavalletto di raggiungere con precisione millimetrica qualsiasi punto della carena desiderato;
Nelle versioni ad altezza maggiorata, il CIR è equipaggiato con una comoda scaletta integrata sul dorso della struttura, consentendo agli operatori di cantiere di raggiungere ed estendere il telescopio in totale sicurezza; Per le componenti telescopiche di peso elevato, viene proposto un innovativo estensore meccanico azionabile manualmente tramite manovella o con sistema elettrico, riducendo al minimo lo sforzo per gli operatori e velocizzando le operazioni di posizionamento.

NAVALTECNOSUD BOAT STAND: l’impegno per la cantieristica di prestigio
Con un’attenzione rigorosa ai dettagli costruttivi, alle certificazioni di sicurezza e all’impiego di materiali ad altissima resistenza, NAVALTECNOSUD BOAT STAND si attesta come partner insostituibile per i professionisti della nautica a livello globale. Le soluzioni CIF e CIR testimoniano una filosofia aziendale votata all’innovazione continua, capace di trasformare le sfide logistiche di cantiere in procedure fluide, efficienti e rigorosamente sicure.
Dopo la partecipazione ai prestigiosi appuntamenti 2026 del Cannes Yachting Festival e del Salone Nautico Internazionale di Genova, l’azienda prosegue il suo percorso di espansione internazionale annunciando la propria presenza al Balkans Sea Fair 2026 – Stand 21. La fiera, che si terrà dal 16 al 18 ottobre presso la Marina Orikum in Albania, rappresenta il crocevia dell’industria marittima nei Balcani e l’occasione ideale per presentare ad un mercato in forte crescita le tecnologie costruttive d’eccellenza Made in Italy firmate NAVALTECNOSUD BOAT STAND.

Hot Lab, studio Milanese fondato nel 2004 sviluppa progetti scrupolosi tramite la ricerca di stile e design, grazie all’unione del lavoro di Antonio Romano, business manager e Enrico Lumini, design manager. Il loro ultimo progetto di interior design è dedicato al di un superyacht: la nave da spedizione di 77,4 metri Aqua Lares. Un’icona unica nei circuiti dell’esplorazione, Aqua Lares era precedentemente nota come Legend e ha solcato rotte in luoghi remoti come l’Antartide e le Svalbard, grazie al suo scafo rompi ghiaccio di Classe 1 ad alta resistenza.

Legend in precedenza aveva già subito importanti interventi di refit presso i cantieri Damen Ship Repair nei Paesi Bassi; ed era originariamente un rompi ghiaccio sovietico, è stata trasformata in uno yacht explorer di lusso nel 2016 con un importante intervento di ricostruzione firmato Icon Yachts. Per la progettazione dei nuovi interni ristrutturati, Hot Lab ha lavorato in stretta collaborazione con la Design Director di Aqua Expeditions, Birgit Galli Zugaro.

Hot Lab, un refit tra conservazione e innovazione
Enrico Lumini, Co-fondatore e Design Director di Hot Lab: Aqua Lares ha una storia straordinaria e un carattere molto distintivo, con proporzioni eleganti e un’atmosfera senza tempo che si è sviluppata nel corso dei decenni. Il brief non chiedeva di reinventarla, ma piuttosto di restituire un senso di coerenza a diverse aree che erano state modificate nel tempo e non riflettevano più l’identità originale dello yacht.Il nostro obiettivo è stato quindi quello di riconnettere gli spazi ristrutturati con il linguaggio estetico generale dell’imbarcazione, creando un’esperienza più armoniosa in tutto lo yacht e introducendo al contempo un raffinato tocco contemporaneo. La sfida principale è stata trovare il giusto equilibrio tra conservazione e innovazione: rispettare l’eredità dello yacht ed elevare l’esperienza degli ospiti attraverso materiali, dettagli e comfort aggiornati.

Aqua Lares è il primo superyacht al mondo a offrire sia prenotazioni per singola cabina sia charter privati per spedizioni che abbracciano sia l’Africa Orientale sia l’Artico norvegese. Per gli ospiti a bordo di Aqua Lares, l’itinerario africano include viaggi da 5, 9, 10 e 11 notti attraverso le Seychelles, la Tanzania, l’Atollo di Aldabra e Zanzibar. Durante i viaggi nell’Africa Orientale, i passeggeri possono scoprire straordinari hotspot di biodiversità ed esplorare isole remote, tra cui le African Banks, spesso inaccessibili alle imbarcazioni più grandi.

Nell’Artico, gli itinerari studiati da esperti guidano gli ospiti alla scoperta della natura incontaminata e glaciale delle Svalbard, offrendo la possibilità di osservare spettacoli incredibili come orsi polari, trichechi e imponenti ghiacciai. Gli ospiti più avventurosi possono usufruire di una dotazione che include cinque tender privati (tre Zodiac da 6,5 metri e due Rafnar Tender da 8,5 metri), oltre a paddleboard, mountain bike, kayak e attrezzatura per snorkeling e immersioni.

Ciò che la rende particolarmente unica è l’autenticità dell’esperienza offerta: gli ospiti possono accedere ad alcune delle destinazioni più remote della Terra godendo di interni caldi, raffinati ed estremamente curati. Questa combinazione di esplorazione e ospitalità di alto livello è ciò che distingue davvero Aqua Lares, segnando un nuovo capitolo in una storia che dura da oltre cinquant’anni.

er i designer di Hot Lab, la possibilità di contribuire a questa storia è stato l’aspetto più appagante del progetto. Antonio Romano, Direttore Commerciale e Marketing del Gruppo Viken e Co-fondatore di Hot Lab, aggiunge:
Abbiamo avuto l’opportunità di contribuire alla continua evoluzione di una nave dalla storia straordinaria. Il refit non ha mai mirato a creare un impatto drammatico; si è trattato piuttosto di valorizzare con cura i punti di forza esistenti dello yacht e di assicurare che i suoi interni fossero in sintonia con le esperienze eccezionali offerte agli ospiti. Crediamo che il risultato sia un ambiente più coeso, confortevole e senza tempo, destinato a servire al meglio Aqua Lares e i suoi ospiti per molti anni a venire.

Press agency: Sand People Communication

Seaquip in programma dal 2 al 4 marzo 2027, si inserisce in una fase di significativa crescita: rispetto allo stesso periodo della precedente edizione, Seaquip 2027 registra già un incremento del 52% degli espositori confermati, un forte interesse del mercato e del suo ruolo nel panorama degli accessori nautici e non solo. A diversi mesi dall’evento, le adesioni confermano il ritmo sostenuto con cui sta prendendo forma la prossima edizione.

La crescita che stiamo registrando in vista dell’edizione 2027, con un incremento del 52% degli espositori confermati rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, è un segnale concreto della risposta del mercato e ci permette di guardare al futuro con grande fiducia”, commenta Pier Paolo Ponchia, Managing Director di Easyfairs Italia. “Il ritmo delle adesioni sta portando a una rapida definizione degli spazi espositivi e conferma la crescente rilevanza di Seaquip per il settore. Il nostro obiettivo è mettere in connessione i suoi protagonisti attraverso un dialogo che prosegue durante tutto l’anno e guarda sempre più al mercato internazionale.

La presenza della delegazione di Seaquip alla SMM di Amburgo, al Cannes Yachting Festival e al Monaco Yacht Show, ha permesso di fissare appuntamenti strategici per proseguire il confronto con il mercato internazionale, intercettarne le evoluzioni e condividere i progressi di Seaquip 2027. Le adesioni raccolte e le nuove conferme confermano un’edizione sempre più rappresentativa del settore.

La partecipazione alle principali fiere di settore contribuisce a consolidare il posizionamento di Seaquip come piattaforma B2B dedicata alla componentistica, all’accessoristica e ai servizi per la nautica. Dopo il successo della prima edizione, la manifestazione continua a coinvolgere la community con iniziative sviluppate durante tutto l’anno, affermandosi sempre più come punto di riferimento per il comparto.


Santasevera 42 porta il linguaggio del brand ad una dimensione più compatta, mantenendo comunque una forte componente sportiva senza rinunciare all’eleganza e alla comodità, firmato da Francesco Guida, fondatore di Santasevera, il quale ha lavorato sulla relazione tra forma dello scafo, organizzazione degli spazi e modo di vivere la barca.

La prua, larga e arrotondata, è uno degli elementi più caratterizzanti e contribuisce a dare la percezione di uno yacht dalle dimensioni più grandi. La carena a V profonda completa l’impostazione del progetto, con l’obiettivo di garantire un comportamento equilibrato anche con mare formato.

“Linee pulite e fluide delineano uno yacht che trasmette dinamismo anche da fermo. Ogni miglio si percorre con naturalezza, ogni movimento è preciso: una navigazione fluida e sicura, in qualsiasi condizione. Gli spazi si adattano con naturalezza ai diversi momenti della vita a bordo, seguendo il proprio modo di vivere il mare” sottolinea Francesco Guida.

Santasevera 42, Sport e HT
Il Santasevera 42 è proposto in due configurazioni, Sport e HT. Nella prima il parabrezza e le ampie vetrate laterali, sostenute da montanti inclinati dal disegno geometrico, avvolgono la timoneria e proteggono efficacemente il pozzetto, mantenendo allo stesso tempo un forte senso di apertura verso l’esterno. La versione HT introduce l’hard top ed è destinata ad un uso più Mediterraneo.

Il timoniere siede su una grande poltrona regolabile in pelle, che garantisce comfort e sostegno anche durante le navigazioni più lunghe. La consolle è ergonomica, con grande display centrale e due pannelli inclinati con i pulsanti dei comandi, la posizione avanzata della postazione di guida è una delle scelte che determinano l’organizzazione del Santasevera 42. Oltre ad assicurare una visibilità ottimale, consente di liberare spazio nel pozzetto.

La coperta del Santasevera 42 ha un’impostazione walkaround: i due passavanti laterali collegano la zona centrale alla prua e al relativo prendisole, permettendo di muoversi liberamente.
Gli interni del Santasevera 42
La carena larga e arrotondata consente di massimizzare il volume disponibile per la cabina armatoriale, organizzata con un letto kingsize e spazi contenitivi ricavati lungo le murate. Il bagno, con box doccia separato, si trova subito a sinistra dei tre gradini che conducono sottocoperta, mentre a destra è collocato un divanetto.

Finiture e i dettagli sono disponibili in diverse essenze, pelle e Corian caratterizzano l’ambiente con un linguaggio caldo e contemporaneo, mentre maniglie, pomelli, interruttori, vani svuotatasche dal design originale e ricercato accompagnano l’utilizzo quotidiano.

Scheda tecnica
| Materiale di costruzione scafo e coperta | Vetroresina |
| Lunghezza fuori tutto | 12,85 m |
| Lunghezza scafo | 12,47 m |
| Lunghezza al galleggiamento (@ mezzo carico) | 11,20 m |
| Larghezza massima | 4,00 m |
| Pescaggio massimo (@ mezzo carico) | 1,05 m |
| Dislocamento (@ mezzo carico) | 12 t |
| Motori principali | 2x Volvo Penta D6 380 HP DPI |
| Propulsione | Entrobordo con piede poppiero (Stern Drive) |
| Propulsione opzionale | Fuoribordo o IPS |
| Velocità di crociera (@ mezzo carico) | 32 nodi |
| Velocità massima (@ mezzo carico) | 40 nodi |
| Elica di prua | Side Power SE80/185T |

Prodotto, servizio e sostenibilità sono le tre categorie scelte dal Paris Nautic Show per Cap Innovation 2026. Tre ambiti che, oltre il concorso, raccontano come cambia il valore dell’innovazione in un mercato nel quale la decisione d’acquisto sta diventando più lunga e selettiva.

Modelli nuovi o rinnovati, da soli, non bastano più a sostenere una decisione d’acquisto. Soprattutto quando il mercato diventa più selettivo e sono i dettagli a entrare sempre più spesso fra le ragioni della scelta.
In Francia, tra settembre 2025 e agosto 2026, le vendite di imbarcazioni nuove sono diminuite del 5,2%. Una flessione alla quale si accompagna un cambiamento nel comportamento degli acquirenti: secondo la Fédération des Industries Nautiques, i consumatori prestano maggiore attenzione alla spesa e maturano più a lungo le proprie decisioni d’acquisto. L’usato arretra meno, mentre manutenzione e refit mostrano una maggiore capacità di tenuta.
Cap Innovation 2026: proiezione di mercato, non semplici categorie
È in questo scenario che acquistano significato le tre categorie individuate dal Paris Nautic Show per Cap Innovation 2026: prodotto innovativo, servizio innovativo e innovazione eco-responsabile.
Tre categorie che allargano il concetto stesso di innovazione. Il prodotto è chiamato a offrire risposte concrete a nuove esigenze, attraverso tecnologie inedite ma anche miglioramenti significativi di soluzioni esistenti. Il servizio sposta invece l’attenzione oltre la barca, verso nuovi modi di accedere, utilizzare e gestire la navigazione. La sostenibilità, infine, attraversa ormai materiali, processi produttivi, consumi, propulsione e riduzione dell’impatto delle attività nautiche.

Non è un segnale isolato. Poche settimane fa il Cannes Yachting Festival aveva dedicato la propria Innovation Route a 47 progetti selezionati fra 120 candidature. I due concorsi non sono collegati sul piano organizzativo e adottano formule differenti, ma indicano una direzione comune: nei saloni l’innovazione sta diventando sempre meno una raccolta di novità e sempre più uno strumento per leggere la trasformazione del settore.
Cap Innovation 2026 compie inoltre un passo ulteriore rispetto alla precedente edizione: il concorso è aperto anche a chi non espone al Paris Nautic Show. Costruttori, produttori di equipaggiamenti e motori, società di servizi, start-up, associazioni e portatori di progetto potranno candidarsi gratuitamente fino al 30 ottobre.
I finalisti saranno annunciati il 16 novembre e i tre vincitori il 26 novembre, durante il salone in programma dal 25 al 29 novembre a Paris-Le Bourget.
In un mercato nel quale scegliere richiede più tempo, la domanda sembra quindi spostarsi: non soltanto che cosa c’è di nuovo, ma quale problema quella novità riesce davvero a risolvere e quale valore è capace di generare nel tempo.
In occasione della 66ª edizione del Salone Nautico Internazionale di Genova, D-Marin, la rete internazionale di marine premium, ha annunciato un importante passo strategico nell’ambito del processo di espansione del proprio network: l’apertura ufficiale di D-Marin Livorno all’accoglienza dei superyacht, affiancata dall’ingresso nel portfolio delle strutture sarde di Marina di Olbia e Molo Brin.
L’operazione rafforza ulteriormente la presenza del Gruppo nell’Italia continentale e nelle isole, portando a otto le destinazioni D-Marin nel nostro Paese rispetto la prima struttura gestita nel 2023. Un’espansione rapida che si inserisce nella più ampia strategia volta a presidiare le rotte più prestigiose del Mediterraneo occidentale.

D-Marin Livorno: nuova vita al Molo Mediceo
Al centro delle novità c’è lo sviluppo di D-Marin Livorno, situata all’interno dello storico Porto Mediceo e a ridosso dell’iconica Fortezza Vecchia. La marina apre ora le sue banchine ai superyacht presso il Molo Mediceo, in grado di ospitare imbarcazioni con lunghezza fino a 80 metri. Inserita in uno dei principali snodi marittimi della Toscana e circondata dal distretto di cantieristica navale e servizi specializzati, la marina è stata sviluppata attraverso un piano in tre fasi:
una prima fase (completata) con la creazione di 150 posti barca dedicati a imbarcazioni fino a 14 metri e oltre 400 posti nel bacino interno; la seconda fase (sarà ultimata entro il 2026) con il completamento della prima sezione dedicata ai superyacht; la fase finale (termine previsto entro il 2027) con la consegna dell’intera struttura, integrando avanzate soluzioni di design, sicurezza 24/7, servizi concierge, aree commerciali, ristorazione e infrastrutture digitali avanzate.
L’apertura di D-Marin Livorno ai superyacht rappresenta un ulteriore passo importante nella crescita del nostro portfolio in Italia e nel rafforzamento della nostra presenza nel Mediterraneo, ha dichiarato Andrea De Santis, Chief Operating Officer di D-Marin. Mentre continuiamo a investire nelle principali destinazioni dello yachting, il nostro obiettivo resta quello di offrire ai nostri clienti la qualità costante di servizio, ospitalità e tecnologia che si aspettano dal nostro marchio.
L’hub sardo: Marina di Olbia e Molo Brin

Parallelamente allo sviluppo toscano, D-Marin consolida la propria offerta nel nord della Sardegna integrando due approdi strategici ad alto valore aggiunto:
Marina di Olbia con 270 posti barca per poter accogliere yacht fino a 150 metri di lunghezza. La struttura è dotata di un pontile carburante lungo 200 metri in grado di servire fino a sette yacht contemporaneamente. La vicinanza all’Aeroporto Internazionale di Olbia Costa Smeralda la rende un punto di partenza ideale per la Costa Smeralda, l’Arcipelago della Maddalena e la Corsica.

Molo Brin è situato nel cuore della città di Olbia; l’approdo ha già ospitato i primi superyacht durante la stagione estiva 2026 e si prevede l’apertura completa entro maggio 2027, con capacità di ormeggio per unità fino a 150 metri. Insieme i due porti costituiscono un vero e proprio hub di riferimento per la grande nautica nel Nord Sardegna.
Il network del “Golden Triangle” e i servizi digitali
Con le recenti acquisizioni, l’offerta D-Marin per il segmento superyacht nel Mediterraneo occidentale si articola tra Porto Mirabello a La Spezia (yacht fino a 135 m), Camille Rayon in Costa Azzurra (fino a 75 m) e Palma Cuarentena a Maiorca (70 posti per yacht fino a 70 m), collegando l’Italia continentale, la Sardegna, la Costa Azzurra e le Baleari in quello che il brand definisce il “Golden Triangle” della nautica da diporto.
Tutte le strutture beneficiano dell’ecosistema tecnologico sviluppato da D-Marin, che include l’App D-Marin, colonnine di erogazione smart e sensori per il monitoraggio remoto delle imbarcazioni; gli armatori con contratto d’ormeggio annuale possono accedere al programma Happy Berth Days, che offre giorni di ormeggio gratuiti nelle diverse marine della rete. Inoltre è stata posta una grande attenzione alle sfide relative il cambio climatico e alla tutela della biodiversità marina (come dimostra il recente premio vinto a Cannes legato al progetto Biohut® per il ripristino dell’ecosistema marino).
L’obiettivo finale espresso da D-Marin è chiaro: garantire che, nel momento in cui uno yacht lascia i cantieri di costruzione italiani, possa trovare nei porti del Paese uno standard di accoglienza e servizio di pari livello, elevando la competitività di tutto il sistema nautico italiano nel mondo.

Fondata nel 2003 e con sede ad Atene, D-Marin gestisce oggi 28 marine premium in 9 Paesi (Italia, Spagna, Francia, Croazia, Albania, Grecia, Turchia, Malta e Emirati Arabi Uniti), per un totale di oltre 14.000 posti barca (di cui circa 1.000 dedicati ai superyacht) e un flusso annuale di oltre 50.000 clienti. L’Italia rappresenta attualmente il mercato principale dell’intero Gruppo.
Foto Courtesy of D-Marin
Ormeggiare in un marina affollato, gestire condizioni variabili di vento o corrente o avvicinarsi ad un posto barca particolarmente stretto sono tra le operazioni che possono mettere maggiormente alla prova anche i comandanti più esperti. E’ proprio per semplificare queste operazioni che nasce Simrad® AutoCaptain™ Autonomous Boating System, l’innovativo sistema di ormeggio e manovra automatico che Saxdor Yachts ha deciso di integrare nella propria gamma di imbarcazioni. Il debutto arriva al Salone Nautico Internazionale di Genova, dove il costruttore finlandese ha presentato la nuova tecnologia insieme a Navico Group.

Simrad AutoCaptain: come funziona
Il sistema offre una visione in tempo reale a 360 gradi dell’ambiente circostante, contribuendo a ridurre drasticamente lo stress al timone e offrire maggiore sicurezza, controllo e previsione durante le manovre.
Integrato direttamente nel progetto dell’imbarcazione, AutoCaptain è compatibile esclusivamente con i sistemi di propulsione avanzati di Mercury Marine e dispone di un’App dedicata sui display Simrad®, per un’esperienza d’uso fluida e intuitiva.
«Simrad AutoCaptain si sposa perfettamente con il nostro modo di concepire la tecnologia a bordo delle Saxdor: non si tratta semplicemente di automatizzare un’operazione, ma di rendere l’intera esperienza più intuitiva e di offrire al comandante maggiore sicurezza», spiega Ludvig Liljequist, Chief Technology Officer di Saxdor Yachts.
Il cantiere sottolinea anche un primato: è il primo costruttore di imbarcazioni al di fuori degli Stati Uniti a integrare AutoCaptain nella propria gamma.

Un ecosistema digitale pensato intorno all’imbarcazione
Per Saxdor, AutoCaptain rappresenta un ulteriore tassello di un progetto più ampio, che punta a costruire un vero e proprio ecosistema digitale attorno all’imbarcazione, fatto di soluzioni all’avanguardia che testimoniano la continua attenzione del cantiere all’innovazione tecnologica.
Tra questi strumenti troviamo Boat IQ, un assistente basato sull’intelligenza artificiale integrato direttamente nell’imbarcazione. Boat IQ funziona sui display multifunzione di bordo ed è collegato in tempo reale a Saxdor AI, la piattaforma di conoscenza sviluppata in collaborazione con Cadentia. Al timone, il proprietario può quindi rivolgere richieste specifiche relative alla propria imbarcazione senza dover passare a un’applicazione separata.
Dal lancio, avvenuto all’inizio del 2026, Saxdor AI ha gestito oltre 10.000 richieste dei clienti, coinvolto centinaia di armatori ed è stato adottato da oltre 40 dealer in 30 Paesi.
«Portare questo sistema direttamente al timone insieme a Saxdor e Navico rappresenta un passo importante per il settore», commenta Tatu Heikkilä, CEO di Cadentia.
Con MySaxdor App, Saxdor AI, Digital Showroom, Boat IQ e ora AutoCaptain, il costruttore finlandese sta quindi costruendo una gamma sempre più connessa.


Ci sono aziende che raccontano la loro storia e aziende che ne fanno parte, F.lli Razeto & Casareto Spa è sicuramente un’azienda che ne fa parte, radicata nel territorio di Sori, un pittoresco borgo marinaro situato nella Riviera Ligure di Levante, a circa 15 chilometri da Genova, da oltre 100 anni, progetta e produce complementi e accessori personalizzabili per navi da crociera e yacht, conquistando negli anni una posizione di leadership a livello internazionale.

L’azienda è fornitore ufficiale dei principali cantieri navali italiani e internazionali, i suoi prodotti sono installati sia su imbarcazioni private che su grandi navi da crociera e mercantili, oggi nonostante il suo legame indissolubile con il territorio, è apprezzata e conosciuta in tutto il mondo per la qualità e l’innovazione.

I Punti di Forza e il Settore Operativo
Tra le sue innovazioni più note figurano le Maniglie luminose a LED (OSSH – Open Safety Security Hardware)con illuminazione integrata nelle maniglie per la sicurezza a bordo e l’indicazione di emergenza o domotica. Con illuminazione lampeggiante rossa segnala eventuali stati d’allerta, mentre l’illuminazione bianca forte è funzionale in caso di blackout, per illuminare cabine e corridoi.

Superfici e maniglie trattate con tecnologie agli ioni d’argento per ambienti ad alto traffico o esigenze igieniche navali, sfruttando le proprietà naturali degli ioni d’argento applicati alle superfici metalliche tramite nanotecnologie, elimina ed evita la proliferazione di batteri, funghi e virus sulla superficie delle maniglie senza alterare la resa estetica o la resistenza della finitura marina. Altra innovazione dell’azienda F.lli Razeto & Casareto ispirata allo scarabeo, è la maniglia Freego, il suo design celebra la sorprendente capacità di navigazione e orientamento di questo insetto sacro, venerato dagli antichi Egizi come amuleto protettivo.

F.lli Razeto & Casareto, l’haute serrurerie si mette a nudo

L’“haute serrurerie” è solitamente nascosta all’interno delle porte e ciò che appare all’esterno è ben poco rispetto a ciò che si cela dietro ogni singola mandata e a quanto è importante la meccanica che ne permette il funzionamento, un universo meccanico di straordinaria complessità, dove la sicurezza non è un’illusione concettuale, ma una questione di tolleranze millimetriche. La sensazione della “mandata”, lo scatto secco e preciso, è il risultato di uno studio maniacale dell’attrito e delle masse.

In un mondo dove l’apparenza spesso predomina sulla sostanza, la serratura di alta sicurezza rappresenta una filosofia opposta. L’haute serrurerie celebra la protezione silenziosa: una protezione che non ha bisogno di ostentare la propria forza all’esterno, perché sa che la vera potenza risiede nell’architettura nascosta dietro il pannello della porta. Per questo motivo la F.lli Razeto & Casareto ha deciso di presentare durante il Salone Nautico di Genova le maniglie spogliate del loro vestito esterno fatto di design e di ricerca dei materiali e mostrare la vera anima della meccanica interna.

Azimut torna al Salone di Genova con quattro unità al loro debutto in Italia: Fly 70, Seadeck 9, Magellano 27M, che inaugura la terza generazione del crossover dei mari, e l’ammiraglia Grande 44M.

Azimut torna al Salone Nautico Internazionale di Genova dove ha esposto per la prima volta in Italia quattro nuovi modelli che esprimono le diverse anime del brand, una flotta di 12 modelli in acqua ha mostrato le collezioni Azimut, spaziando dai modelli Fly, alle famiglie Magellano e Seadeck, fino alla Serie Grande.
AZIMUT FLY 70: Il Flybridge contemporaneo

Con l’anteprima italiana del Fly 70, Azimut arricchisce l’esposizione al Salone Nautico di Genova e porta in scena la maturità espressiva del flybridge, un segmento che Azimut ha posto al centro dell’immaginario nautico – decretandone il successo globale – e che continua a evolvere senza tradire la vocazione originale: coniugare l’anima sportiva degli esterni con l’architettura sofisticata degli interni per dare forma alle istanze dell’oggi. E il Fly 70, più che mai, incarna lo yacht come spazio d’incontro, tempo di qualità e contatto con il mare.
Ed è proprio rispondendo a questi valori attuali che la serie Flybridge di Azimut si riconferma punto di riferimento per l’intero settore. A dare forma alla nuova generazione è una coppia di designer d’eccezione: Alberto Mancini per gli esterni e Fabio Fantolino per gli interni, già firme dei riconosciuti Fly 62, Fly 72 e Fly 82.
AZIMUT SEADECK 9: Il tempo per vivere in mare

Se scrivere di musica è come “danzare di architettura”, descrivere il Seadeck 9 — il nuovo modello della Serie Seadeck di Azimut — è come tentare di racchiudere in parole l’oceano stesso. Una sfida impossibile, alla quale Azimut ha risposto creando la sua imbarcazione più aperta di sempre: se non puoi contenere il mare, puoi diventarne parte.
Questo yacht di 26 metri reinterpreta il classico rapporto outdoor – indoor in chiave immersiva, creando un ponte che si fonde completamente con la natura, abbracciando gli elementi stessi del mare: la luce, il sole e l’acqua che si riflettono nella scintillante plunge pool di poppa. Immaginando questo spazio animato da adulti che chiacchierano e dagli schizzi dei bambini, è facile comprendere come Seadeck elevi il concetto di wellness in wholeness, trasformando l’esperienza in vita.
AZIMUT MAGELLANO 27M: Il crossover

Magellano 27M apre il terzo capitolo di una storia iniziata nei primi anni Duemila grazie alla visione di Paolo e Giovanna Vitelli. Furono loro i primi ad avere il coraggio di unire due mondi, il senso di libertà del trawler americano e l’eleganza del design italiano, dando vita a una categoria completamente nuova: il crossover dei mari. Con questo nuovo modello, oggi, nasce la terza generazione della Serie Magellano che combina il design nordico di Jarkko Jämsén con la grande architettura italiana di Michele De Lucchi e AMDL Circle.
Magellano è dunque una sublimazione degli opposti, espressa tanto da un design capace di avvolgere con eleganza volumi generosi pensati per le lunghe navigazioni, quanto dalla tecnologia del primo scafo Dual Mode. Caratterizzato da una prua verticale e da una carena a doppio spigolo, lo scafo ad alta efficienza, un ibrido a cavallo fra dislocante e planante, riduce i consumi e attenua l’impatto sulle onde rispetto alle carene tradizionali. Un’innovazione concepita per offrire il piacere di navigare al proprio ritmo, dalla velocità alla quiete, mantenendo la libertà di andare per mare anche nelle condizioni più impegnative.
Azimut GRANDE 44M: l’ammiraglia

Il debutto della prima unità di Grande 44M sancisce il successo della strategia che negli anni ha portato Azimut a conquistare la leadership anche nel segmento dei superyacht. Oggi, oltre due terzi del valore della produzione del brand è rappresentato da modelli sopra i 24 metri, segno di una visione aziendale premiata dal mercato e dalla fiducia degli armatori, sostenuta dall’ampliamento della gamma e celebrata dal nuovo Grande 44M, che debutta in acqua con sette unità già vendute a clienti finali. La nuova ammiraglia segna il culmine del percorso di Azimut nella definizione del superyacht contemporaneo, unendo l’evoluzione del linguaggio progettuale – firmato da eccellenze del design internazionale – alla continua innovazione tecnologica.
L’uso della fibra di carbonio, impiegata per oltre il 50% delle superfici dell’imbarcazione, è la chiave di volta del progetto: la riduzione del peso complessivo della sovrastruttura ha permesso d’introdurre su uno yacht di 44 metri dal carattere sportivo un’inedita architettura a quattro ponti che scardina il layout tradizionale. Il quarto ponte, che ospita la timoneria ed è perfettamente integrato nel profilo filante firmato da Alberto Mancini, libera l’Upper Deck da ogni spazio tecnico, trasformandolo in un intero ponte dedicato all’armatore con terrazze private affacciate sull’orizzonte. Qui, a prua, è ospitata una Skylounge con enormi vetrate che abbattono i confini visivi e liberano lo sguardo a 180° verso il salotto esterno dove, attorno al firepit, ci si ritrova a guardare il tramonto sull’acqua.
Azimut espone inoltre il Seadeck 7 equipaggiato con il sistema Volvo Penta IPS Hybrid. Si tratta della prima installazione di un progetto nato dalla visione condivisa tra Azimut Yachts e Volvo Penta per una nautica sempre più consapevole, capace di ridefinire l’esperienza di bordo grazie alla propulsione ibrida e alle funzionalità di silent mooring.
Press Agency: Sculati and partners


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