Lo SWIFT TRAWLER 43 di Beneteau è il nuovo 13 metri che ridefinisce la crociera moderna tra comfort di bordo, tecnologia d’avanguardia e versatilità. Un modo di vivere il mare che non cerca l’ostentazione o la pura velocità, ma il piacere del viaggio, il valore del tempo trascorso a bordo e la sicurezza di poter affrontare qualsiasi rotta. È in questo percorso evolutivo che s’inserisce il nuovo Swift Trawler 43, l’ultimo nato in casa Beneteau.

Con oltre vent’anni di leadership nel segmento dei passagemaker e a seguito del recente restyling dello Swift Trawler 37, la maison francese presenta un progetto completamente inedito. Firmato dallo studio Dixon Yacht Design, lo Swift Trawler 43 eredita la robustezza e l’autonomia che hanno reso celebre la gamma, reinterpretando il “classico”, attraverso un design contemporaneo, che strizza l’occhio al mondo dei motor yacht di alta gamma.

SWIFT TRAWLER 43, comfort in ogni spazio
Le linee esterne sono tese, dinamiche, capaci di slanciare la silhouette dell’imbarcazione pur garantendo volumi interni da categoria superiore. Salendo a bordo, si percepisce subito l’atmosfera del “quiet luxury”: un lusso discreto ma tangibile, dove l’illuminazione naturale gioca un ruolo da protagonista. La vetrata monoblocco frontale e le ampie finestrature laterali permettono un ottima illuminazione della coperta e ne esaltando la qualità delle finiture di pregio. Attraverso il Pack Luxe, l’armatore può personalizzare gli interni scegliendo tra essenze pregiate in Teak o Rovere,con un tocco di eleganza tipica di yacht di categoria superiore.

Lo Swift Trawler 43 rappresenta la naturale evoluzione di oltre vent’anni di esperienza maturata nello sviluppo diquesta gamma,” afferma Eric LeVine, BENETEAU Motor Yacht Director. “Abbiamo preservato tutto ciò che gliarmatori hanno sempre apprezzato: comfort, autonomia, sicurezza e straordinaria vivibilità, introducendo alcontempo un linguaggio stilistico contemporaneo, capace di rispondere alle aspettative di un pubblico sempre piùesigente e diversificato.
Due configurazioni disponibili: SEDAN e FLYBRIDGE
Sedan è una configurazione pensata per gli armatori dinamici che vivono la barca come base per esplorazioni e divertimento sportivo e dinamico con un Rooftop panoramico da oltre 10 m² utilizzato come vero e proprio ponte supplementare, completo di punti di ancoraggio, studiato per sostenere fino a 200Kg di attrezzature, può ospitare e movimentare in sicurezza kayak, paddle o attrezzatura da sub. Con il pacchetto opzionale Relax Lifestyle, la zona si converte in un’esclusiva lounge riservata, con pavimentazione in teak, arredi da esterno e tendalino sostenuto da pali in carbonio; soluzione che permette di personalizzare lo spazio in funzione dello stile di vita a bordo gradito all’armatore.

La versione Flybridge nasce invece per chi ama governare la barca accarezzato dalla brezza e condividere le giornate con famiglia e amici grazie a una dinette modulare per 6 persone situata a sinistra, un’area living che comprende un divano scorrevole a due posti, un tavolo regolabile elettricamente e trasformabile in un prendisole comodo per 7 ospiti. Completa il tutto una cucina all’aperto completa di barbecue, fabbricatore di ghiaccio e frigorifero. Il posto di comando sul lato di dritta garantisce la massima visibilità verso poppa, rendendo gli ormeggi un’operazione fluida e rilassata.

Swift Trawler 43, gli interni
All’ingresso, sulla sinistra, si trova una cucina completa di piano cottura a tre fuochi, forno, ampi piani di lavoro, lavello in acciaio inox, cassettiere e un generoso frigorifero-congelatore a colonna da 176 litri. L’ambiente si apre verso poppa tramite una porta scorrevole, garantendo un collegamento diretto e una mobilità agevole verso la terrazza esterna. Anche la postazione di comando è stata interamente riprogettata con particolare attenzione all’ergonomia. Il sedile
doppio per pilota e copilota, dotato di pedana estraibile e pratici vani portaoggetti, garantisce un elevato comfort
anche durante le navigazioni più lunghe
Cabine per lunghe navigazioni
A prua, la suite armatoriale offre un letto matrimoniale di dimensioni importanti, un armadio a doppia anta e numerose soluzioni di stivaggio; il bagno privato con cabina doccia separata assicura grande comfort anche in caso di lunghe permanenze a bordo.
La cabina degli ospiti,posizionata a sinistra, con letti singoli facilmente convertibili in matrimoniale, dispone di accesso diretto al secondo bagno. Infine la presenza di un locale tecnico: è una perfetta soluzione funzionale che, posizionato a dritta, può ospitare una lavasciuga oppure essere allestito come vano refrigerato extra, tramite un frigo/congelatore a cassetto da 75 litri o una cantinetta climatizzata da 23 bottiglie.

Lo Swift Trawler 43 garantisce spostamenti a bordo sicuri grazie all’ampio passavanti protetto sul lato di dritta, alla porta di camminamento laterale apribile direttamente dalla timoneri. Il cancelletto di poppa con bitta centrale è pensato per facilitare gli ormeggi. Sotto il profilo tecnologico, il cantiere ha integrato il meglio dell’elettronica navale: Joystick Yanmar interfacciato con eliche di prua e di poppa proporzionali per manovre d’ormeggio millimetriche; stabilizzatore giroscopico Seakeeper per eliminare il rollio sia all’ancora che in navigazione; doppia plancia touch: predisposizione per 2 display multifunzione da 16 pollici su ciascuna postazione di guida; albero radar abbattibile, per ridurre l’altezza e superare agevolmente i ponti lungo i canali europei.

Con il nuovo Swift Trawler 43, Beneteau non si è limitata ad aggiornare un modello di successo: ha ridefinito il concetto stesso di passagemaker moderno; un’imbarcazione capace di unire la sicurezza e la sostanza della navetta pura con la raffinatezza, la tecnologia e il divertimento dei motor yacht di ultima generazione; in grado di intercettare sia gli appassionati della gamma Swift Trawler che nuovi armatori provenienti dal mondo dei motor yacht alla ricerca di un’alternativa.
Scheda tecnica
| Lunghezza fuori tutto (LOA) | 13,13 | m | Omologazione e ingombro massimo |
| Larghezza massima (Baglio) | 4,25 | m | Stabilità eccezionale in navigazione |
| Pescaggio massimo | 0,97 | m | Ideale per bassi fondali e baie |
| Altezza massima sull’acqua (Air Draught) | 5,21 | m | Compreso albero Flybridge |
| Dislocamento a vuoto | 11.217 | kg | Peso standard di fabbrica |
| Capacità Serbatoio Carburante | 1.170 | L | Alluminio, doppio serbatoio bilanciato |
| Capacità Serbatoio Acqua Dolce | 400 | L | Polietilene rot stampato |
| Capacità Boiler (Acqua Calda) | 40 | L | Riscaldamento tramite motore/banchina |
| Capacità Serbatoio Acque Nere | 120 | L | Con sistema di aspirazione a banchina |
| Motorizzazione di Serie | 2x Yanmar 8LV (320 HP) | HP | Trasmissione in linea d’asse (Shaft Drive) |
| Velocità di Crociera | 12 | knots | Regime economico dislocante/semi-planante |
| Velocità Massima Stimata | 24 | knots | Condizioni di carena pulita e carico medio |
| Cabine / Posti Letto | 2 Cabine / 4-6 Posti | – | Cabina Armatore a prua + Cabina Ospiti |
| Bagni | 2 | Bagni | Bagno armatoriale dedicato + Bagno ospiti |
| Certificazione CE | B8 / C10 / D10 | Persone | B (Altomare 8 p.) / C-D (Costiera 10 p.) |
| Architettura Navale / Design | Beneteau Power / Dixon Yacht | – | Design carena semi-dislocante ad alta efficienza |
C’è grande attesa per il debutto mondiale del nuovissimo Invictus ST550 Deep Horizon all’ormai imminente Cannes Yachting Festival 2026.

Nato dalla collaborazione tra Atelier Invictus e il designer Fabio Rotella, il nuovo modello si propone come una nuova versione dell’ammiraglia del cantiere che, portando il concetto di personalizzazione ad un livello superiore, mette al centro materia, luce e rapporto con il mare, con un approccio fatto di materiali naturali, superfici pregiate e dettagli sartoriali. Il risultato? Uno yacht elegante e ma mai ostentato, una vera e propria celebrazione del concetto di “quiet luxury” in mare.
Invictus ST550 Deep Horizon: quando il design incontra la materia
Con una lunghezza di 16,87 metri ed una larghezza di 5,04 metri, il nuovo Invictus ST550 Deep Horizon adotta gli stessi volumi, la continuità tra interni ed esterni e la prua semi-rovescia che sono da sempre i tratti distintivi della serie ST550, ma li reinterpreta con un linguaggio stilistico ancora più votato alla personalizzazione e alla sensorialità.
In ogni ambiente, le proporzioni risultano sempre perfettamente bilanciate, gli spazi eleganti e contemporanei, i dettagli curati ma mai esagerati. Le essenze lignee naturali si fondono armoniosamente con superfici tattili e tessuti esclusivi, conferendo agli interni un’atmosfera calda e sofisticata. Parte integrante del progetto, la luce valorizza texture e finiture, accompagnando il passaggio tra i diversi momenti della giornata.

Particolarmente scenografici sono i bagni, curati come veri e propri elementi architettonici. In particolare, nel bagno riservato agli ospiti compare il Silk Georgette, mentre per quello armatoriale è stato scelto il Portoro Gold, due pietre che sottolineano la ricerca dell’Atelier sulle superfici e sulle lavorazioni. Anche gli esterni seguono la stessa filosofia: tessuti tecnici ad alte prestazioni, sviluppati appositamente per questo allestimento e caratterizzati da disegni originali, creano una continuità visiva con gli interni.
La firma di Atelier Invictus
È proprio nella cura dei dettagli che Invictus ST550 Deep Horizon mostra la sua vera identità.
Lo sforzo progettuale di Atelier Invictus non si è concentrato solo sull’estetica ma, anche e soprattutto, sulla ricerca dei materiali e di finiture esclusive. Tessuti e pelli, pur mantenendo alcuni tratti distintivi del marchio – come le caratteristiche fibbie sugli schienali – sono stati reinterpretati con soluzioni specifiche e con una presenza discreta del logo Invictus.
La stessa attenzione si ritrova nelle rubinetterie, proposte con finitura antracite, nei rivestimenti e nel progetto illuminotecnico, studiato per accompagnare la transizione tra gli ambienti e creare atmosfere morbide e accoglienti anche nelle aree sottocoperta. All’esterno, il contrasto tra lo scafo grigio freddo e la coperta bianco perlato completa una palette raffinata, volutamente lontana dall’ostentazione.

Con ST550 Deep Horizon, Invictus rafforza il ruolo dell’Atelier come spazio di ricerca e innovazione progettuale, ampliando il concetto di yacht personalizzato attraverso un equilibrio tra design italiano, artigianalità e cultura del dettaglio.
Invictus ST550 Deep Horizon sarà presentato presso lo stand Invictus Yacht al Vieux Port, PAN 224-015. Accanto alla ST550 Deep Horizon saranno esposti altri quattro modelli della gamma Invictus: Invictus TT550, TT460, Invictus TT420 e Invictus GT320. Gli stessi modelli saranno successivamente protagonisti anche al Salone Nautico Internazionale di Genova 2026 (1-6 ottobre 2026), presso lo stand Invictus Yacht (Banchina B, stand A22).
Copyright immagini esterni: A. Giacalone
Press Agency : Sand People Communication
GX42 ha finalmente toccato l’acqua a soli due anni dalla sua presentazione, l’azienda celebra una tappa fondamentale con il varo di questa ammiraglia che farà il suo debutto mondiale al Monaco Yacht Show 2026.

GX Superyachts è un progetto ambizioso che unisce il design contemporaneo con una capacità di navigazione a lungo raggio e un approccio responsabile. Sviluppata dal team che da 15 anni segue il gruppo Greenline Yachts, la GX42 è un concentrato di tecnologia e di sostenibilità per quanto riguarda la propulsione. L’imbarcazione introduce un avanzato sistema ibrido parallelo diesel-elettrico, un impianto fotovoltaico integrato e un pacco batterie al litio ad alta capacità, riducendo le emissioni e offrendo un’esperienza di bordo più silenziosa e confortevole.

Oggi è una tappa emozionante per tutti coloro che sono coinvolti in GX Superyachts», ha dichiarato il proprietario del cantiere, Vladimir Zinchenko. «Solo due anni fa avevamo presentato a Monaco una nuova e audace visione per il futuro dei superyacht. Vedere la prima GX42 entrare in acqua dimostra che questa visione è diventata realtà. Non vediamo l’ora di presentarla al mondo al Monaco Yacht Show, proprio dove tutto è iniziato.
La GX42 dimostra che lo yachting responsabile e il lusso senza compromessi possono andare di pari passo», ha affermato Maurizio Magri, CCO di GX Superyachts. «Con la capacità di operare in modalità a zero emissioni fino a 48 ore all’ancora e di ridurre i consumi elettrici di bordo fino al 45%, offre un modo di vivere il mare più silenzioso, pulito e confortevole. Riducendo la dipendenza dai generatori, la GX42 abbassa le emissioni operative e il consumo di carburante, migliorando al contempo il comfort di bordo e consentendo agli armatori di godersi il mare con maggiore rispetto per l’ambiente. In definitiva, si tratta di qualcosa che va oltre la tecnologia: si tratta di benessere. La GX42 è stata progettata intorno a come le persone desiderano sentirsi a bordo: con maggiore tranquillità, miglior comfort e una connessione più profonda con il mare. Un’esperienza a bordo più serena, sana e bilanciata è al centro di questo nuovo approccio al lusso responsabile.

È incredibilmente appagante vedere la GX42 esattamente come l’avevamo immaginata fin dai primi schizzi», ha affermato Marco Casali, fondatore di Too Design. «La nostra ambizione era quella di creare uno yacht che risultasse senza tempo piuttosto che di moda, dove sostenibilità ed eleganza si completassero a vicenda in modo naturale. Vederla uscire dal cantiere per la prima volta è un momento speciale per l’intero team di progettazione.

Dopo il varo, la GX42 terminerà le prove in mare prima di salpare in direzione di Monaco per la sua presentazione ufficiale al pubblico. I visitatori del Monaco Yacht Show avranno per primi l’opportunità di scoprire lo yacht che ha dato il via a una nuova generazione di superyacht responsabili. La GX42 rappresenta il primo modello della gamma che prevede modelli dai 24 ai 56 metri. Combinando una tecnologia ibrida avanzata, una gestione intelligente dell’energia, un raffinato design italiano e una reale capacità di navigazione a lungo raggio, GX Superyachts prosegue la sua rotta per diventare un nuovo punto di riferimento per il lusso sostenibile in mare.
Press Agency: Sand People Communication
Sostenibilità ed efficienza sono due tematiche cruciali per il settore nautico e l’Innovation Route è il progetto con cui il Cannes Yachting Festival seleziona, dal 2024, le novità capaci di indicare un cambiamento per il comparto.
Per l’edizione 2026, una giuria di sei esperti ha scelto 47 innovazioni tra 120 candidature. La selezione prenderà forma in un percorso espositivo tra Vieux Port e Port Canto, mentre 12 progetti finalisti, suddivisi in quattro categorie, concorreranno agli Innovation Route Awards.

I quattro vincitori saranno annunciati l’8 settembre, nella giornata inaugurale del Salone, e riceveranno un trofeo realizzato da France Hélice. A questi si aggiungerà un premio speciale della giuria.
Dal percorso espositivo agli Innovation Route Awards
Per il Cannes Yachting Festival, l’Innovation Route si è ritagliata nelle prime due edizioni uno spazio riconoscibile nel panorama internazionale dell’innovazione nautica. A consolidarne il ruolo è stata anche l’evoluzione del progetto. Dal 2025, infatti, al percorso espositivo si sono affiancati gli Innovation Route Awards, che affidano a una giuria di esperti il compito di individuare i progetti più rilevanti tra quelli selezionati.
Una funzione che Constance Brément, direttrice del Cannes Yachting Festival, collega alla stessa missione del Salone: «Il ruolo del Cannes Yachting Festival è accrescere l’attrattività della nautica e ispirare i visitatori. Promuovere le soluzioni e le iniziative future dei nostri espositori è quindi una priorità naturale».
«La selezione – prosegue – tra 47 progetti suddivisi tra imbarcazioni, attrezzature e servizi testimonia il profondo impegno dell’intero settore verso una nautica da diporto più responsabile, senza rinunciare al piacere della navigazione».

Consumi, prestazioni e tutela del mare
E oggi il piacere della navigazione passa anche dalla capacità di ridurre i consumi e rendere concreta la transizione energetica, migliorando al tempo stesso prestazioni, equipaggiamenti e sicurezza, senza perdere di vista la tutela del mare e della biodiversità.
Sono proprio queste le direttrici lungo le quali si muovono le innovazioni selezionate: sistemi di propulsione e gestione dell’energia, tecnologie dedicate alla navigazione e iniziative rivolte alla protezione degli ecosistemi marini.
Tra gli esempi segnalati dal Festival figurano il Whisper 52, catamarano elettrosolare, la barca a vela con foil Skaw A e il sistema di propulsione personalizzato VEEM, al quale il produttore attribuisce una riduzione dei consumi del 18%. Sul fronte della biodiversità, D-Marin propone invece i Biohuts, habitat artificiali installati sotto i pontili per favorire il ripristino della fauna marina nei porti.

Innovation Route Awards: i 12 progetti finalisti
Fra le 47 innovazioni selezionate, la giuria ha individuato 12 finalisti, tre per ciascuna delle quattro categorie degli Innovation Route Awards. Di seguito le nomination:
Migliore attrezzatura per migliorare la navigazione



BLUENAV – Smart Mooring
WEENAV – Kronos.
JOOOL – OneBox Platform
Miglior prodotto sostenibile



TBS MARINE – VEEM Extreme Propulsion System
MITEK SARL – Mitek Rotative Saildrive
SUZUKI MARINE – Suzuki Edge eCoat
Migliore imbarcazione innovativa



SKAW SAILING – Skaw A
JEANNEAU – Sea Loft 480
POGO STRUCTURES – Loxo 40
Migliore iniziativa CSR



D-MARIN – D-Marin Biohuts®
ATOUT-PORTS – PrimoAcces Water
DAY 1 CATAMARANS – Day 1 Shuttle
Il verdetto della giuria atteso l’8 settembre
Definiti i tre finalisti per ciascuna delle quattro categorie, l’attenzione si sposta ora all’8 settembre, quando saranno proclamati i quattro vincitori e sarà assegnato il premio speciale della giuria.
A decidere sarà un gruppo di sei esperti che riunisce rappresentanti dell’industria nautica, consulenti marittimi, specialisti della decarbonizzazione, giornalisti e imprenditori: Guillaume Arnaud des Lyons, Thierry Berest, Rachel Goult, Jean-Christophe Guillaumin, Geoffroy Langlade ed Elena Patriarca.
Più ancora dell’esito, sarà interessante conoscere le motivazioni delle scelte e capire quali elementi avranno permesso di distinguere, tra soluzioni molto diverse, quelle considerate davvero in grado di incidere sull’evoluzione della nautica.

L’AMERICA’S CUP compie 175 ANNI, fu nel 1851, quando John Cox Stevens si imbarcò sul piroscafo che lo avrebbe riportato a casa, oltre l’Atlantico, nel Nuovo Mondo, portando con sé un trofeo realizzato dal gioielliere della Corona R&S Garrard di Panton Street, a Londra non sapendo ancora che quel trofeo avrebbe segnato la vela agonistica per i successivi anni.

The America’s Cup. Competing yachts returning to the Narrows in New York Harbour. Published in The London Illustrated News
PHOTO CREDIT: BOB FISHER ARCHIVE/PPL
La leggenda narra che tutto ha inizio il 22 agosto 1851 attorno all’Isola di Wight, in Gran Bretagna, la goletta America, rappresentante del New York Yacht Club (NYYC) e comandata dal commodoro John Cox Stevens, sfida e sbaraglia 15 imbarcazioni britanniche nella regata per la “Coppa delle Cento Ghinee”. La Regina Vittoria, assistendo al traguardo e vedendo America in solitaria, abbia chiesto chi fosse al secondo posto, ricevendo la celebre risposta: “Maestà, non c’è secondo”.

Circa 1851: The schooner ‘America’ lines up against 17 other yachts off Cowes for the famous race around the Isle of Wight that led to the America’s Cup. Five years later, ‘America’s’ owners presented the 100 Pound trophy to the New York Yacht Club and renamed it the America’s Cup. Original painting by TG Dutton owned by Cornelis van Rietschoten
PHOTO CREDIT:Cornelis van Rietschoten achive/PPL
Nel 1857, i proprietari di America donano il trofeo d’argento al New York Yacht Club, la donazione è accompagnata dal “Deed of Gift“, il documento di fondazione che regola le sfide e definisce la Coppa come una “competizione amichevole tra nazioni”. Da quella data in poi il New York Yacht Club difende la Coppa con un dominio ininterrotto fino al 1983. Negli anni ’30 sfrecciano i mastodontici yacht della Classe J, simboli di eleganza e potenza chiamata anche da molti la Golden Age. Grandi industriali, banchieri e magnati dell’epoca partecipano a questa competizione sportiva, tra i defender americani spicca Harold Vanderbilt; tra gli sfidanti britannici il baronetto del tè Sir Thomas Lipton e il magnate dell’aviazione Sir Thomas Sopwith.

PHOTO CREDIT: Ian Dear Archive/PPL
***Circa 1962: America’s Cup spectator fleet. When the Australians entered the fray to challenge for the America’s Cup in 1962, spectators were drawn to the 12-metre matches just as they had been for the much larger yachts in previous decades.
La Svolta Storica arriva con l’imbarcazione australiana Australia II, dotata di una rivoluzionaria chiglia alata e guidata da John Bertrand e Alan Bond, che nel 1983, sconfigge il defender americano Dennis Conner il ‘Mr America’s Cup’, interrompendo la striscia di vittorie più lunga della storia dello sport. La coppa vola in Australia, ma bemn presto tornerà in America grazie al riscatto di Conner, che dopo la sconfitta riconquistò il trofeo, questa volta per il suo club di casa a San Diego che fu celebrata con una sfilata celebrativa lungo la Fifth Avenue di New York, l’America’s Cup diventa un fenomeno di massa e irrompe nella vita di tutti.

PHOTO CREDIT: John Nash/PPL
*** 1995 Peter Blake with his children holding up the America’s Cup after Team New Zealand beat Dennis Conner’s USA Stars and Stripes team to win the trophy
Nel 2003, la Nuova Zelanda cedette la Coppa alla Svizzera, che divenne il primo e, ancora oggi, l’unico team europeo a sollevare il trofeo. Solo quattro le Nazioni vincitrici in 175 Anni, a testimonianza della difficoltà estrema di conquista del trofeo, in oltre un secolo e mezzo di storia solo quattro paesi sono riusciti a sollevare la “Vecchia Brocca”: Svizzera – Stati Uniti – Australia – Nuova Zelanda.

Dopo aver difeso il trofeo a Valencia, la Svizzera perse un aspro secondo ‘Deed of Gift Match’, una sfida disputata secondo le interpretazioni più rigorose del Deed e la Coppa tornò negli Stati Uniti, a San Francisco. Emirates Team New Zealand fu il primo a riuscire in ciò che fino ad allora era stato considerato impossibile, ovvero navigare sui foil di bolina, e si portò su quello che sembrava un vantaggio incolmabile di 8-2, a una sola regata dalla vittoria. Oracle Team USA compì un miracolo, rimontando dal match point fino a vincere l’America’s Cup per 9-8. A Bermuda, i Kiwi introdussero una nuova soluzione, sostituendo la forza delle braccia con quella delle gambe e portando nella Coppa i ‘cyclor’, già sperimentati per la prima volta sottocoperta nell’era dei 12 Metri, inaugurando un periodo di dominio senza precedenti nella lunga storia della Coppa, diventando il primo team a conquistare tre edizioni consecutive : Bermuda, Auckland e Barcellona.

L’America’s Cup l’evoluzione tecnica
Dalle velocità originali di 8–9 nodi del 1851, gli scafi foiling AC75 e AC40 hanno superato i 55 nodi. Con il ritorno della Youth America’s Cup e l’introduzione della Women’s America’s Cup, il futuro della competizione punta verso l’integrazione, con la previsione di equipaggi misti sugli AC75 per l’edizione dell’America’s Cup 2027 a Napoli.

Dennis Conner, parlando degli ingredienti necessari per vincere l’America’s Cup disse: «Dedizione totale all’impegno preso. I tre ingredienti fondamentali per vincere restano gli stessi: atteggiamento, atteggiamento, atteggiamento».

YANMAR Marine International (YMI) presenterà una selezione di soluzioni di propulsione avanzate al Cannes Yachting Festival 2026, esponendo i suoi rinomati e affidabili motori a combustione insieme alle nuove soluzioni di propulsione elettrica.

Sviluppata attorno al principio di “Power of Choice” (il potere della scelta), YANMAR offre ad armatori e cantieri la flessibilità di passare alla propulsione elettrica o di utilizzare i propri motori a combustione common rail, altamente efficienti, affidabili e approvati per l’uso con carburante HVO.
Situato nella nuova posizione presso il Jetée 177, i visitatori potranno esplorare all’interno della struttura Yanmar un ecosistema di propulsione completo e confrontarsi con gli esperti di YANMAR, tra i prodotti esposti ci sarà il Motore common rail 4LV dotato di Saildrive SD150, ideale per grandi barche a vela. La serie di motori 4LV eroga una potente coppia ai bassi regimi e una grande efficienza nei consumi da una cilindrata compatta di 2,8 litri, unita all’ affidabilità YANMAR, garantendo un funzionamento praticamente privo di fumo e odori. Il 4LV si integra perfettamente con la tecnologia di bordo.

Il Saildrive SD150, che consente un’installazione semplice, una migliore manovrabilità e una riduzione delle vibrazioni a bordo.

e la Serie SDe di saildrive elettrici, pluri-premiata, che offre a cantieri, ingegneri e tecnici del refit un’opzione a zero emissioni al 100%, facile da installare, utilizzare e manutenere.
- Disponibile con potenze da 7 kW, 10 kW e 15 kW su una piattaforma a 48V per barche a vela fino a 40 piedi, la serie SDe si adatta al basamento dei motori YANMAR serie YM e GM senza richiedere alcuna modifica allo scafo.
- Ingranaggi, motore, centralina e raffreddamento sono completamente integrati in un’unica unità compatta, che utilizza un sistema a circuito chiuso d’olio per ridurre al minimo la corrosione e semplificare la manutenzione.

Il nuovo Sistema di Controllo Imbarcazione VC30, la terza generazione dei sistemi di controllo YANMAR che semplifica la gestione delle manette e l’ormeggio grazie a un joystick di alta precisione, compatibile con le eliche di prua VETUS. Dotato di un display da 4,3″ optically bonded con attenuazione automatica della luminosità e uscita NMEA2000, oltre a un minor numero di componenti per un’installazione più rapida, il VC30 offre un sistema unificato e di facile manutenzione per un’esperienza di plancia fluida ed essenziale.

Yanmar soluzioni e impegno
“Sia che i clienti cerchino i più recenti motori common rail, sia che siano pronti ad abbracciare la propulsione elettrica, il nostro impegno è offrire soluzioni che soddisfino le loro esigenze attuali e supportino le loro ambizioni future. Il Cannes Yachting Festival è l’occasione perfetta per toccare con mano il nostro ecosistema di propulsione, e non vediamo l’ora di dare il benvenuto ai visitatori nello stand YANMAR per mostrare come stiamo concretizzando ‘il potere della scelta’.” ha dichiarato Wouter-Jan van der Wurff, Presidente e CEO della Business Unit YANMAR Marine Recreational.”

Lagoon 60 un’oasi di benessere che vi porterà lontano, Lagoon,il cantiere che dal 1984 progetta e costruisce libertà, appagando l’insaziabile curiosità di navigare i mari e gli oceani per raggiungere nuovi orizzonti; con circa 7000 catamarani nel mondo e oltre 230 concessionari e punti di assistenza, il cantiere Francese, è oggi uno dei leader nell’ambito dei catamarani.

Al primo sguardo, il Lagoon 60 evoca immediatamente la tentazione e il fascino del grande viaggio, basta avvicinarsi per sentirsi già in mare con le vele spiegate e lo scafo che taglia le onde. Uno scafo di ben 18 metri e un baglio di quasi 10 metri progettato per lunghe navigazioni
«Il Lagoon 60 è quel tipo di catamarano che, al primo sguardo, fa subito venire voglia di prendere il largo.»

Una grande terrazza a poppa,(oltre 36 metri quadri) permette di avere un contatto diretto con il mare e quando si è all’ancora si può aumentare ulteriormente la superficie grazie alle due aperture laterali. La beach area può scendere fino a creare una piattaforma utile per immergersi in acqua o per calare senza fatica un tender.

l layout della coperta è sviluppato su un unico livello, il quadrato interno è collegato direttamente al pozzetto di prua tramite una porta d’accesso frontale, garantendo una circolazione senza ostacoli lungo l’intera imbarcazione. Il flybridge del Lagoon 60 è un vero e proprio secondo ponte sia per poter condurre il catamarano che per il relax. Qui si concentrano i rinvii, i winch elettrici e gli stopper per poter manovrare le vele senza dover scendere in coperta.

Sia di fronte che alle spalle della timoneria si sviluppano zone relax con divani a “U” e tavoli (che possono essere uniti o trasformati) per pranzare, cenare o godersi un aperitivo al fresco con vista elevata sul mare. Il grande hard-top rigido protegge dai raggi solari creando un ambiente fresco e piacevole, sul tetto si possono montare pannelli solari per garantire autonomia energetica in rada.

Lagoon 60, spazi interni e configurazioni
Le soluzioni modulari previste possono adattarsi alle diverse esigenze degli armatori, due le configurazioni principali, la versione quattro cabine o la versione cinque cabine a seconda delle esigenze.La cabina armatoriale, situata a dritta, è servita da un bagno separato da porte scorrevoli e offre un accesso diretto al pozzetto poppiero.

Equipaggiato di serie con due motori Yanmar da 150 CV, mantiene una velocità di crociera intorno agli 8 nodi e nonostante le sue dimensioni, la spinta contrapposta dei due motori unita all’ausilio dell’elica di prua consente manovre all’ormeggio precise e gestibili.
Scheda tecnica e dettagli
| Lunghezza fuoritutto | 18,27 m | 59’11’’ |
| Larghezza fuoritutto | 9,87 m | 32’5’’ |
| Pescaggio | 1,65 m | 5’5’’ |
| Altezza albero | 30,00 m | 98’5’’ |
| Dislocamento a vuoto (CE) | 32,00 T | 70.560 lb |
| Superficie velica (di bolina) | 239,00 m² | 2.572 sq. ft |
| Superficie Randa (Upper square top) | 149,00 m² | 1.603 sq. ft |
| Superficie Genoa | 90,00 m² | 968 sq. ft |
| Motorizzazione standard | 2 x 150 CV | Yanmar |
| Capacità Carburante | 1.300 L | 343 US Gal |
| Capacità Acqua | 960 L | 254 US Gal |
| Posti letto | Da 8 a 14 | 4 o 5 cabine |
| Omologazione CE | A: 14 / B: 14 | C: 20 / D: 20 |
Immagine di copertina @Julien Gazeau
Messe Friedrichshafen GmbH è una delle aziende fieristiche leader in Germania, situata nella suggestiva zona di confine tra quattro paesi lungo le sponde del Lago di Costanza. Fondata nel 1950 per rafforzare l’economia della regione, si è fatta un nome a livello mondiale come organizzatore e promotore di mostre ricreative e commerciali. Felix Klarmann lascerà l’incarico di Project Manager della fiera internazionale degli sport acquatici dopo la prossima edizione per motivi personali, concentrandosi in futuro sulla gestione del progetto Aqua-Fisch. Klarmann continuerà a supervisionare l’evento di quest’anno nel suo ruolo attuale prima del passaggio di consegne a Zuzanna Sroda.

Zuzanna Sroda conosce a fondo gli espositori, i partner e le esigenze del settore degli sport acquatici e metterà a frutto la sua esperienza per sviluppare ulteriormente la fiera in futuro.
“Interboot fa parte della mia vita da quasi dieci anni ed è molto più di un semplice progetto per me. Non vedo l’ora di assumere la guida come Project Manager dopo il prossimo evento e di plasmare attivamente il futuro della fiera insieme al team”

Per Klaus Wellmann, Amministratore Delegato di Messe Friedrichshafen, il cambiamento rappresenta la continuità e il costante sviluppo dell’evento
“Interboot è da decenni un punto di incontro fondamentale per l’industria degli sport acquatici. Pianificando questo passaggio di consegne con largo anticipo, garantiamo una transizione fluida e offriamo certezza di pianificazione ai nostri espositori e partner. Desidero ringraziare di cuore Felix Klarmann per il suo impegno negli ultimi anni. Allo stesso tempo, sono lieto che siamo riusciti ad affidare questo ruolo di responsabilità a Zuzanna Sroda, una collega di grande esperienza proveniente dai nostri ranghi. Sono certo che, con la sua competenza e passione, e in stretta consultazione con il settore, guiderà Interboot verso un futuro di successo.”

Photo: Felix Diemer for Interboot 2025
Interboot 2026 si terrà dal 23 al 27 settembre e sarà aperta tutti i giorni dalle 10:00 alle 18:00, con chiusura alle 17:00 la domenica. Durante la settimana è disponibile un biglietto pomeridiano scontato a partire dalle 15:00,
Con una superficie espositiva totale di 87.500 m², la struttura dispone di dodici padiglioni espositivi, due foyer multifunzionali e due aree esterne nel cortile interno che misurano 15.500 m². Inoltre, l’area Static Display copre 20.000 m² offrendo opportunità eccezionali per esperienze fieristiche coinvolgenti e dinamiche. Il quartiere fieristico, compatto nella struttura, include il Fair Lake adiacente all’aeroporto e padiglioni dotati di portoni per hangar, in grado di ospitare un’ampia varietà di utilizzi.
Comunicato Interboot 2026

Marcopolo Adventure Yachts al Cannes Yachting Festival con due nuova unità l’MP12 e l’MP10. Il brand del gruppo Aschenez, nato dall’esperienza di Rosario Alcaro (già fondatore di Invictus Yacht e Capoforte) in collaborazione con Roberto Delfanti Design Lab per il design e 3AF Shipyard per la parte di produzione, con il lancio di questi due modelli, reinterpreta il concetto di Adventure Yacht, un’esperienza di mare fondata su libertà, esplorazione e innovazione tecnologica.

MARCOPOLO MP12 – l’ammiraglia della gamma
MP12 rappresenta la massima espressione del concetto di esplorazione e versatilità firmato Marcopolo con i suoi 12,7 metri di lunghezza e oltre 4 di larghezza, può ospitare a bordo fino a 14 persone, coniugando libertà di movimento e spazio. Le Opening side terraces , di serie, ampliano la zona di poppa trasformandola in una piattaforma di buone dimensioni.

L’utilizzo della fibra di carbonio nei montanti e nell’hard top alleggerisce la struttura e ne aumenta la solidità; la carena a tre step, ottimizzata tramite analisi idrodinamiche CFD (Computational Fluid Dynamics), garantisce prestazioni elevate grazie al minor attrito con l’acqua, riducendo i consumi e mantenendo una stabilità eccellente. Questa configurazione inoltre permette di navigare in planata con un assetto più orizzontale rispetto alla superficie, garantendo una visibilità di guida più sicura.

Marcopolo M12, due cabine e quattro posti letto
Due cabine e quattro posti letto rendono l’MP12 perfetto anche per crociere più lunghe, con spazi concepiti per ampliare il comfort senza rinunciare alla praticità. Legni naturali, tessuti raffinati creano un ambiente molto rilassante, dalla cabina di prua con letto matrimoniale alla cabina di poppa con due letti singoli, ogni ambiente è accogliente e luminoso, il bagno con doccia separata aggiunge un ulteriore elemento di stile e di comfort a bordo.
Scheda tecnica MP12
| LUNGHEZZA FUORI TUTTO | 12,70 m |
| LARGHEZZA MASSIMA FUORI TUTTO | 4,05 m |
| NUMERO MASSIMO DI PERSONE | 14 |
| CATEGORIA DI OMOLOGAZIONE | B |
| MOTORE | 3×450 CV |
| FRIGO | 2×130 l Opt |
| SERBATOIO CARBURANTE | 1590 l |
| SERBATOIO ACQUA | 247 l |
| SERBATOIO ACQUE NERE | 112 l |
| MATERIALI DELLA STRATIFICA SCAFO/COPERTA | Fibra di vetro |
| DESIGN | Roberto Delfanti |
MP10 – il compatto ad alte prestazioni
MP10 racchiude l’intero DNA e lo spirito d’avventura dell’ammiraglia in una dimensione più contenuta e dinamico, con i suoi 9,96 metri di lunghezza e più di 3 metri di larghezza, l’MP10 può accogliere fino a 12 persone. La sua ampia prua aperta diventa uno spazio conviviale dove potersi rilassare.

Grazie alle aperture laterali abbattibili, la zona di poppa si trasforma in uno spazio aperto a contatto con il mare. Anche qui il cantiere ha scelto una carena a due step per bilanciare comfort di navigazione e tenuta del mare con consumi ridotti.

Ergonomica e altamente funzionale, la postazione di comando offre un’ottima visuale. L’esteso T-Top e il parabrezza garantiscono un’efficace protezione contro gli agenti atmosferici. Le due sedute ergonomiche affiancate sono configurate per garantire il massimo comfort anche durante la navigazione prolungata.

Al centro barca è posizionato il mobile wet-bar/cucina sottostante il grande T-Top protettivo completamente personalizzabile (con grill, lavello e frigorifero ad incasso), oltre ai passaggi laterali che garantiscono un flusso di bordo sicuro

Gli interni dell’MP10
Sottocoperta la versione standard prevede un luminoso quadrato di prua servito da un divano sulla murata di dritta e un letto matrimoniale posizionato a poppa. Per chi cerca maggiore flessibilità, è disponibile una versione opzionale in cui la dinette si trasforma in un comodo letto, ideale per soggiorni più lunghi. Un bagno sulla dritta della barca ha buone dimensioni nonostante la lunghezza dell’ MP10 sia al di sotto dei 10 metri
Specifiche tecniche
| Caratteristica / Specifiche | Valore | Unità di Misura |
| Lunghezza fuori tutto | 9,96 | m |
| Larghezza massima fuori tutto | 3,05 | m |
| Numero massimo di persone | 12 | persone |
| Categoria di omologazione | B | |
| Motorizzazione | 2 x 350 | hp |
| Capacità Frigo | 2 x 100 (Opt) | l |
| Serbatoio Carburante | 540 | l |
| Serbatoio Acqua | 117 | l |
| Serbatoio Acque Nere | 77 | l |
| Materiali della stratifica scafo/coperta | Fibra di vetro | |
| Design | Roberto Delfanti | |
| Costruttore | Cantiere 3AF |
Yamaha Motor Co., Ltd. ha annunciato la sua partecipazione a un innovativo progetto pilota (Proof of Concept – PoC) in Finlandia per esplorare l’uso combinato dell’energia ad idrogeno e della propulsione elettrica nel settore nautico. Questo primo esperimento rappresenta un’iniziativa di assoluto rilievo in quanto integra l’energia dell’idrogeno con la propulsione elettrica in ambito nautico.

La propulsione è affidata al motore Yamaha HARMO, un sistema integrato di forza motrice e sterzo con un motore rim-drive (senza albero centrale). Questa sofisticata tecnologia permette un’erogazione fluida e una silenziosità assoluta, ideale per navigazioni a bassi regimi e in acqua dolce. Senza ingranaggi meccanici, alberi di trasmissione o giunti, il rumore e le vibrazioni in acqua sono quasi azzerati.

Yamaha Motor, tecnologia e ricerca
Per Yamaha Motor questo è il primo passo importante per un sistema che sia totalmente autonomo, l’energia elettrica per il motore HARMO è generata da pile a combustione che vengono alimentate da cartucce ad idrogeno intercambiabili permettendo di ottenere un ciclo ad energia green. Altro vantaggio è quello di non doversi avvalere di infrastrutture a terra per il rifornimento di idrogeno, oggi quasi inesistenti. Trattandosi di un progetto di dimostrazione tecnologica e Proof of Concept, Yamaha Motor ha precisato che non è prevista una commercializzazione immediata del modello.

Per Yamaha Motor lo sviluppo e il perfezionamento di questo progetto rientra nella strategia di ottenere la neutralità carbonica sia nell’ambito nautico che in quello dela mobilità.



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