5,7 miliardi di euro questa la cifra del turismo nautico in Italia
L’Italia conta 790 infrastrutture portuali per la nautica da diporto e quasi 172.000 posti barca, le destinazioni principali per i superyacht sono la Costa Smeralda e il Golfo di Olbia seguiti da Capri, Golfo del Tigullio e Costiera Amalfitana. I porti scelti per la stagione invernale sono Genova, La Spezia e Riviera dei Fiori per la maggior parte di essi.
L’indotto generato dal turismo nautico nel nostro paese è di circa 5,7 miliardi di euro e nel corso del 2025 la spesa operativa, ormeggi, carburante, manutenzione, rimessaggio e equipaggi, ha sfiorato i 3,6 miliardi.
L’economia (consumi) a terra, ristorazione, shopping, trasporti e hospitality vale oltre 2 miliardi. Questi i dati evidenziati alla prima edizione dello studio “Yachting Tourism and Economic Contribution” realizzato da Deloitte per Confindustria Nautica, il report presentato oggi durante il 66° Salone Nautico Internazionale di Genova, alla quale hanno partecipato tra gli altri: Edoardo Rixi, vice ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti; Mario Zanetti, Presidente delegato di Confindustria per l’Economia del Mare; Piero Formenti, Presidente di Confindustria Nautica; Ernesto Lanzillo, Deloitte Central Mediterranean Private leader; Tommaso Nastasi, Strategy and Value Creation leader di Deloitte; Fabrizio Palombo, Presidente della Sezione Yacht di Federagenti; Fabio Planamente, Vice Presidente di Confindustria Nautica; Roberto Perocchio, Presidente di Assomarinas.
Ogni 100 chilometri di costa ci sono circa sette strutture (marine e porti turistici) contro il 9,7 della Francia e il 7,5 della Spagna, rimangono poco serviti da infrastrutture, il Sud e le isole con meno di cinque strutture per 100 chilometri.
Mentre la piccola nautica soffre, dal 2021 si assiste a un calo del 3,7% annuo, il trend delle imbarcazioni che va dai 18 ai 24 metri cresce dello 0,7% e quello dei superyacht di in 3,3%. Con undicimila unità, i superyacht mantengono dal 2018 un incremento annuo del 4,1%, un quinto di questa immensa flotta ha navigato nelle acque Italiane.
“Il sistema nautico italiano è un asset strategico per il nostro Paese” – commenta Ernesto Lanzillo, Deloitte Private Leader. “Il posizionamento dell’Italia come destinazione premium per lo yachting dipende non solo dalle infrastrutture, ma dalla qualità dei servizi e dall’integrazione dell’offerta nautica con il territorio. La sfida competitiva è trasformare il traffico in valore, con strategie differenziate per segmento e una connettività territoriale in grado di intercettare la spesa di armatori e ospiti”.
“La nautica da diporto rappresenta un settore strategico per l’Italia, sia per il contributo diretto all’economia sia per lo spillover su altre filiere del Made in Italy e del turismo” – afferma Tommaso Nastasi, Strategy and Value Creation Leader di Deloitte. “Una maggiore valorizzazione dell’intera filiera e del turismo nautico, capace di attrarre sempre più domanda nazionale e internazionale, può rafforzare ulteriormente il posizionamento della nautica italiana nel mondo, generando ricadute rilevanti per l’economia del Paese”.
“Il valore della nautica in Italia non si misura soltanto nelle imbarcazioni prodotte, ma anche nel lavoro, nei servizi e nelle attività economiche che la loro presenza genera lungo le nostre coste. Con questo studio abbiamo voluto approfondire questa dimensione, mettendo a disposizione di imprese e istituzioni uno strumento per orientare gli investimenti e valorizzare il contributo del turismo nautico allo sviluppo dei territori” – dichiara Piero Formenti, Presidente di Confindustria Nautica.
“Rafforzare l’attrattività dell’Italia per i superyacht e sostenere la piccola e media nautica sono obiettivi complementari, non alternativi. La piccola nautica, in particolare, merita attenzione perché rappresenta una porta d’ingresso al diporto e un elemento essenziale per diffondere la cultura del mare. La nostra visione tiene insieme tutte le componenti del settore: infrastrutture portuali adeguate, servizi qualificati e formazione professionale sono le leve su cui lavorare per favorire una maggiore accessibilità, prolungare la stagione nautica e generare opportunità durature per le imprese e le comunità costiere”.


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